La 'vera philosophia' dei 'sacerdotes iuris'. Sulla raffigurazione ulpianea dei giuristi (D.1.1.1.1)

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Abstract

Si assume, mettendo a partito una serie di fonti di tradizione filosofico-letteraria sia greca che romana, che l'affermazione di Ulpiano, secondo cui i giuristi orientano il loro lavoro quotidiano verso la 'vera philosophia' e non già verso la 'simulata philosophia', va intesa alla luce di una tradizionale identificazione della prima con la riflessione etica, riguardante le virtutes ed anzitutto la iustitia, e della seconda con la degenerazione della dialettica, ormai dedita a sterili sofismi: Ulpiano vuol rivendicare la nobiltà della missione dei giuristi, rappresentati come impegnati in un'interpretatio non già incentrata su cavillationes e sottigliezze, bensì fondata sui valori della iustitia e del bonum et aequum; e ciò si pone in perfetta coerenza sia con l'intero contesto costituito dall'esordio delle Institutiones ulpianee, sia con altri celebri enunciati del giurista quali la definizione di iuris prudentia e la fissazione dei tre praecepta iuris. Si propongono, poi, alcune ipotesi circa le ragioni che potrebbero aver spinto Ulpiano (su un piano culturale e/o politico-propagandistico) a tanto enfatizzare la predetta puntualizzazione.
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)1-109
RivistaANNALI DEL SEMINARIO GIURIDICO
Volume49
Stato di pubblicazionePublished - 2004

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