La valorizzazione della pasta e del pane di grano duro siciliano attraverso la certificazione di prodotto e la definizione di uno specifico accordo di filiera.

Risultato della ricerca: Other

Abstract

Al fine di creare le premesse per la valorizzazione del grano duro prodotto in Sicilia, l’Assessorato Regionale delle Risorse Agricole e Alimentari ed il Consorzio di Ricerca “Gian Pietro Ballatore”, alla fine del 2009, hanno attivato il progetto pilota “Implementazione di un sistema di certificazione per la Pasta e Pane di Grano duro Siciliano”. L’obiettivo generale è la valorizzazione della filiera regionale del grano duro attraverso la certificazione della qualità tecnologica ed igienico sanitaria delle produzioni regionali di pasta e pane. Sono stati definiti specifici disciplinari di produzione che garantiscono la tracciabilità e l’origine siciliana del frumento utilizzato, l’adeguato standard tecnologico delle materie prime impiegate e il basso rischio di contaminazione da micotossine.Sul territorio regionale sono state individuate le imprese interessate ad aderire ad un sistema per la certificazione della “pasta e del pane di grano duro siciliano” (otto pastifici e quattro panifici artigianali), ed a seguito della realizzazione di una indagine di mercato sono stati definiti due marchi collettivi geografici: “Pasta di grano duro siciliano – qualità certificata” e “Pane di grano duro siciliano, a lievitazione naturale – qualità certificata”.Parallelamente a queste attività si è proceduto, in collaborazione con le diverse componenti della filiera (produttori, sementieri, stoccatori, trasformatori, organizzazioni di categoria, enti di ricerca, ecc.), alla definizione di un “Accordo quadro filiera cerealicola” finalizzato ad una trasparente organizzazione della filiera regionale; al suddetto Accordo hanno ufficialmente manifestato l’interesse ad aderire 28 aziende tra ditte sementiere, centri di stoccaggio, molini e pastifici.L’Accordo oltre a regolamentare in maniera trasparente e puntuale i rapporti commerciali tra le diverse componenti della filiera, prevede una consistente maggiorazione del prezzo del grano duro di qualità, con particolare riferimento al contenuto in proteine, al peso specifico ed al rischio di contaminazioni da micotossine che deve essere inferiore al 30% del valore massimo consentito dalla normativa vigente.
Lingua originaleItalian
Pagine255-259
Numero di pagine5
Stato di pubblicazionePublished - 2011

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TY - CONF

T1 - La valorizzazione della pasta e del pane di grano duro siciliano attraverso la certificazione di prodotto e la definizione di uno specifico accordo di filiera.

AU - Messina, Bernardo

PY - 2011

Y1 - 2011

N2 - Al fine di creare le premesse per la valorizzazione del grano duro prodotto in Sicilia, l’Assessorato Regionale delle Risorse Agricole e Alimentari ed il Consorzio di Ricerca “Gian Pietro Ballatore”, alla fine del 2009, hanno attivato il progetto pilota “Implementazione di un sistema di certificazione per la Pasta e Pane di Grano duro Siciliano”. L’obiettivo generale è la valorizzazione della filiera regionale del grano duro attraverso la certificazione della qualità tecnologica ed igienico sanitaria delle produzioni regionali di pasta e pane. Sono stati definiti specifici disciplinari di produzione che garantiscono la tracciabilità e l’origine siciliana del frumento utilizzato, l’adeguato standard tecnologico delle materie prime impiegate e il basso rischio di contaminazione da micotossine.Sul territorio regionale sono state individuate le imprese interessate ad aderire ad un sistema per la certificazione della “pasta e del pane di grano duro siciliano” (otto pastifici e quattro panifici artigianali), ed a seguito della realizzazione di una indagine di mercato sono stati definiti due marchi collettivi geografici: “Pasta di grano duro siciliano – qualità certificata” e “Pane di grano duro siciliano, a lievitazione naturale – qualità certificata”.Parallelamente a queste attività si è proceduto, in collaborazione con le diverse componenti della filiera (produttori, sementieri, stoccatori, trasformatori, organizzazioni di categoria, enti di ricerca, ecc.), alla definizione di un “Accordo quadro filiera cerealicola” finalizzato ad una trasparente organizzazione della filiera regionale; al suddetto Accordo hanno ufficialmente manifestato l’interesse ad aderire 28 aziende tra ditte sementiere, centri di stoccaggio, molini e pastifici.L’Accordo oltre a regolamentare in maniera trasparente e puntuale i rapporti commerciali tra le diverse componenti della filiera, prevede una consistente maggiorazione del prezzo del grano duro di qualità, con particolare riferimento al contenuto in proteine, al peso specifico ed al rischio di contaminazioni da micotossine che deve essere inferiore al 30% del valore massimo consentito dalla normativa vigente.

AB - Al fine di creare le premesse per la valorizzazione del grano duro prodotto in Sicilia, l’Assessorato Regionale delle Risorse Agricole e Alimentari ed il Consorzio di Ricerca “Gian Pietro Ballatore”, alla fine del 2009, hanno attivato il progetto pilota “Implementazione di un sistema di certificazione per la Pasta e Pane di Grano duro Siciliano”. L’obiettivo generale è la valorizzazione della filiera regionale del grano duro attraverso la certificazione della qualità tecnologica ed igienico sanitaria delle produzioni regionali di pasta e pane. Sono stati definiti specifici disciplinari di produzione che garantiscono la tracciabilità e l’origine siciliana del frumento utilizzato, l’adeguato standard tecnologico delle materie prime impiegate e il basso rischio di contaminazione da micotossine.Sul territorio regionale sono state individuate le imprese interessate ad aderire ad un sistema per la certificazione della “pasta e del pane di grano duro siciliano” (otto pastifici e quattro panifici artigianali), ed a seguito della realizzazione di una indagine di mercato sono stati definiti due marchi collettivi geografici: “Pasta di grano duro siciliano – qualità certificata” e “Pane di grano duro siciliano, a lievitazione naturale – qualità certificata”.Parallelamente a queste attività si è proceduto, in collaborazione con le diverse componenti della filiera (produttori, sementieri, stoccatori, trasformatori, organizzazioni di categoria, enti di ricerca, ecc.), alla definizione di un “Accordo quadro filiera cerealicola” finalizzato ad una trasparente organizzazione della filiera regionale; al suddetto Accordo hanno ufficialmente manifestato l’interesse ad aderire 28 aziende tra ditte sementiere, centri di stoccaggio, molini e pastifici.L’Accordo oltre a regolamentare in maniera trasparente e puntuale i rapporti commerciali tra le diverse componenti della filiera, prevede una consistente maggiorazione del prezzo del grano duro di qualità, con particolare riferimento al contenuto in proteine, al peso specifico ed al rischio di contaminazioni da micotossine che deve essere inferiore al 30% del valore massimo consentito dalla normativa vigente.

UR - http://hdl.handle.net/10447/79519

M3 - Other

SP - 255

EP - 259

ER -