"La tutela dell’Unesco per il centro storico"

Risultato della ricerca: Other contribution

Abstract

Riprendo il filo dei ragionamenti emersi nell’intervista a Pietro Carriglio e nelle lettere di Gabriello Montemagno e Pietro Gulotta (13,14 e 16 giugno) sulla qualità eccezionale di alcune parti del nostro centro storico e sulla opportunità di chiederne l’inserimento tra i siti Unesco, Patrimonio dell’Umanità. Si tratta di piazza Bellini, piazza Pretoria e i Quattro Canti. Le ragioni sono inoppugnabili: si tratta di tre siti che contribuiscono a definire in maniera esemplare e univoca l’identità e le trasformazioni progettuali più significative della città storica. Per raggiungere gli obiettivi di cui parla Carriglio trovo però irrinunciabile l’abbattimento dell’edificio abusivo, mai completato, incrostato sul fianco meridionale del teatro Bellini, a pochi metri della chiesa della Martorana. Auspico che a questo progetto si associ anche l’Università di Palermo (che tanto ha investito nel recupero dei propri edifici storici) attraverso un restauro accurato dell’edificio di via Maqueda 175, attualmente in uso alla Facoltà di Architettura, le cui parti basamentali costituiscono le fabbriche superstiti del monastero benedettino della Martorana, annesso alla chiesa omonima, con la quale forma uno dei nuclei più importanti, documentati e riconoscibili della città medioevale
Lingua originaleItalian
Stato di pubblicazionePublished - 2007

Cita questo

"La tutela dell’Unesco per il centro storico". / Cannarozzo, Teresa.

2007, .

Risultato della ricerca: Other contribution

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TY - GEN

T1 - "La tutela dell’Unesco per il centro storico"

AU - Cannarozzo, Teresa

PY - 2007

Y1 - 2007

N2 - Riprendo il filo dei ragionamenti emersi nell’intervista a Pietro Carriglio e nelle lettere di Gabriello Montemagno e Pietro Gulotta (13,14 e 16 giugno) sulla qualità eccezionale di alcune parti del nostro centro storico e sulla opportunità di chiederne l’inserimento tra i siti Unesco, Patrimonio dell’Umanità. Si tratta di piazza Bellini, piazza Pretoria e i Quattro Canti. Le ragioni sono inoppugnabili: si tratta di tre siti che contribuiscono a definire in maniera esemplare e univoca l’identità e le trasformazioni progettuali più significative della città storica. Per raggiungere gli obiettivi di cui parla Carriglio trovo però irrinunciabile l’abbattimento dell’edificio abusivo, mai completato, incrostato sul fianco meridionale del teatro Bellini, a pochi metri della chiesa della Martorana. Auspico che a questo progetto si associ anche l’Università di Palermo (che tanto ha investito nel recupero dei propri edifici storici) attraverso un restauro accurato dell’edificio di via Maqueda 175, attualmente in uso alla Facoltà di Architettura, le cui parti basamentali costituiscono le fabbriche superstiti del monastero benedettino della Martorana, annesso alla chiesa omonima, con la quale forma uno dei nuclei più importanti, documentati e riconoscibili della città medioevale

AB - Riprendo il filo dei ragionamenti emersi nell’intervista a Pietro Carriglio e nelle lettere di Gabriello Montemagno e Pietro Gulotta (13,14 e 16 giugno) sulla qualità eccezionale di alcune parti del nostro centro storico e sulla opportunità di chiederne l’inserimento tra i siti Unesco, Patrimonio dell’Umanità. Si tratta di piazza Bellini, piazza Pretoria e i Quattro Canti. Le ragioni sono inoppugnabili: si tratta di tre siti che contribuiscono a definire in maniera esemplare e univoca l’identità e le trasformazioni progettuali più significative della città storica. Per raggiungere gli obiettivi di cui parla Carriglio trovo però irrinunciabile l’abbattimento dell’edificio abusivo, mai completato, incrostato sul fianco meridionale del teatro Bellini, a pochi metri della chiesa della Martorana. Auspico che a questo progetto si associ anche l’Università di Palermo (che tanto ha investito nel recupero dei propri edifici storici) attraverso un restauro accurato dell’edificio di via Maqueda 175, attualmente in uso alla Facoltà di Architettura, le cui parti basamentali costituiscono le fabbriche superstiti del monastero benedettino della Martorana, annesso alla chiesa omonima, con la quale forma uno dei nuclei più importanti, documentati e riconoscibili della città medioevale

KW - Palero, centro, storico, recupero, Unesco

UR - http://hdl.handle.net/10447/42301

M3 - Other contribution

ER -