LA TOMOGRAFIA AD ULTRASUONI PER LO STUDIO DIAGNOSTICO DEI BENI CULTURALI

P. Capizzi; P.L. Cosentino; S. Schiavone

Risultato della ricerca: Paper

Abstract

La Tomografia Ultrasonica 3D ad alta risoluzione è una tecnica relativamente consolidata nello studio diagnostico non invasivo di opere d’arte. L’analisi tomografica può essere eseguita con elaborazioni dei segnali finalizzate a ricostruzioni cinematiche e/o con analisi dei segnali finalizzate a ricostruzioni di assorbimento energetico. Le prime sono, per vari aspetti, molto più semplici da eseguire e sono di gran lunga le più diffuse. L’utilizzazione corretta di questa tecnica trova un punto di criticità nella scelta dei parametri (geometrici, fisici, tecnologici, modellistici) utili per l’acquisizione, l’elaborazione e l’inversione dei dati sperimentali, da selezionare in funzione della tipologia del manufatto e soprattutto del tipo di informazione richiesta. L’ottimizzazione di questi parametri permette generalmente di ottenere risultati molto utili per localizzare, all’interno del volume indagato, zone di disomogeneità strutturale, zone di degrado, fratture o lesioni. L’utilizzo di questa tecnica di analisi non distruttiva, applicabile in situ mediante strumentazioni portatili e compatte, può essere un valido strumento diagnostico sia a supporto sia a verifica del restauro, sia come tecnica di monitoraggio per opere d’arte movimentabili e/o beni monumentali. Sono state condotte alcune prove per ottimizzare i parametri di inversione, come ad esempio la dimensione delle celle di inversione e la scelta tra raggi rettilinei o curvilinei. Questi test hanno permesso di ottimizzare il processo di inversione in funzione delle dimensioni delle anomalie attese. Verranno presentati alcuni esempi applicativi a supporto dei test eseguiti, in particolare saranno presentati i risultati delle tomografie ultrasoniche 3D eseguite sul busto di Eleonora d’Aragona di Francesco Laurana (1430-1502), esposto nella Galleria Regionale di Palazzo Abatellis di Palermo e su una lastra marmorea scolpita del II-III d.C., custodita al museo delle terme di Roma.
Lingua originaleItalian
Stato di pubblicazionePublished - 2012

Cita questo

P. Capizzi; P.L. Cosentino; S. Schiavone (2012). LA TOMOGRAFIA AD ULTRASUONI PER LO STUDIO DIAGNOSTICO DEI BENI CULTURALI.

LA TOMOGRAFIA AD ULTRASUONI PER LO STUDIO DIAGNOSTICO DEI BENI CULTURALI. / P. Capizzi; P.L. Cosentino; S. Schiavone.

2012.

Risultato della ricerca: Paper

P. Capizzi; P.L. Cosentino; S. Schiavone 2012, 'LA TOMOGRAFIA AD ULTRASUONI PER LO STUDIO DIAGNOSTICO DEI BENI CULTURALI'.
P. Capizzi; P.L. Cosentino; S. Schiavone. LA TOMOGRAFIA AD ULTRASUONI PER LO STUDIO DIAGNOSTICO DEI BENI CULTURALI. 2012.
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TY - CONF

T1 - LA TOMOGRAFIA AD ULTRASUONI PER LO STUDIO DIAGNOSTICO DEI BENI CULTURALI

AU - P. Capizzi; P.L. Cosentino; S. Schiavone

AU - Capizzi, Patrizia

PY - 2012

Y1 - 2012

N2 - La Tomografia Ultrasonica 3D ad alta risoluzione è una tecnica relativamente consolidata nello studio diagnostico non invasivo di opere d’arte. L’analisi tomografica può essere eseguita con elaborazioni dei segnali finalizzate a ricostruzioni cinematiche e/o con analisi dei segnali finalizzate a ricostruzioni di assorbimento energetico. Le prime sono, per vari aspetti, molto più semplici da eseguire e sono di gran lunga le più diffuse. L’utilizzazione corretta di questa tecnica trova un punto di criticità nella scelta dei parametri (geometrici, fisici, tecnologici, modellistici) utili per l’acquisizione, l’elaborazione e l’inversione dei dati sperimentali, da selezionare in funzione della tipologia del manufatto e soprattutto del tipo di informazione richiesta. L’ottimizzazione di questi parametri permette generalmente di ottenere risultati molto utili per localizzare, all’interno del volume indagato, zone di disomogeneità strutturale, zone di degrado, fratture o lesioni. L’utilizzo di questa tecnica di analisi non distruttiva, applicabile in situ mediante strumentazioni portatili e compatte, può essere un valido strumento diagnostico sia a supporto sia a verifica del restauro, sia come tecnica di monitoraggio per opere d’arte movimentabili e/o beni monumentali. Sono state condotte alcune prove per ottimizzare i parametri di inversione, come ad esempio la dimensione delle celle di inversione e la scelta tra raggi rettilinei o curvilinei. Questi test hanno permesso di ottimizzare il processo di inversione in funzione delle dimensioni delle anomalie attese. Verranno presentati alcuni esempi applicativi a supporto dei test eseguiti, in particolare saranno presentati i risultati delle tomografie ultrasoniche 3D eseguite sul busto di Eleonora d’Aragona di Francesco Laurana (1430-1502), esposto nella Galleria Regionale di Palazzo Abatellis di Palermo e su una lastra marmorea scolpita del II-III d.C., custodita al museo delle terme di Roma.

AB - La Tomografia Ultrasonica 3D ad alta risoluzione è una tecnica relativamente consolidata nello studio diagnostico non invasivo di opere d’arte. L’analisi tomografica può essere eseguita con elaborazioni dei segnali finalizzate a ricostruzioni cinematiche e/o con analisi dei segnali finalizzate a ricostruzioni di assorbimento energetico. Le prime sono, per vari aspetti, molto più semplici da eseguire e sono di gran lunga le più diffuse. L’utilizzazione corretta di questa tecnica trova un punto di criticità nella scelta dei parametri (geometrici, fisici, tecnologici, modellistici) utili per l’acquisizione, l’elaborazione e l’inversione dei dati sperimentali, da selezionare in funzione della tipologia del manufatto e soprattutto del tipo di informazione richiesta. L’ottimizzazione di questi parametri permette generalmente di ottenere risultati molto utili per localizzare, all’interno del volume indagato, zone di disomogeneità strutturale, zone di degrado, fratture o lesioni. L’utilizzo di questa tecnica di analisi non distruttiva, applicabile in situ mediante strumentazioni portatili e compatte, può essere un valido strumento diagnostico sia a supporto sia a verifica del restauro, sia come tecnica di monitoraggio per opere d’arte movimentabili e/o beni monumentali. Sono state condotte alcune prove per ottimizzare i parametri di inversione, come ad esempio la dimensione delle celle di inversione e la scelta tra raggi rettilinei o curvilinei. Questi test hanno permesso di ottimizzare il processo di inversione in funzione delle dimensioni delle anomalie attese. Verranno presentati alcuni esempi applicativi a supporto dei test eseguiti, in particolare saranno presentati i risultati delle tomografie ultrasoniche 3D eseguite sul busto di Eleonora d’Aragona di Francesco Laurana (1430-1502), esposto nella Galleria Regionale di Palazzo Abatellis di Palermo e su una lastra marmorea scolpita del II-III d.C., custodita al museo delle terme di Roma.

UR - http://hdl.handle.net/10447/99445

M3 - Paper

ER -