Abstract

Il 27 giugno del 1957, Danilo Dolci e il direttore della rivista “Nuovi Argomenti”, Alberto Carocci, vengono condannati a due mesi di reclusione per avere – rispettivamente – scritto e pubblicato alcuni brani di Inchiesta a Palermo. L'accusa è di pubblicazione oscena. In realtà, la lettura di quelle pagine rivela quanto osceno sia stato il tentativo di celare alla pubblica opinione la condizione di estrema miseria nella quale viveva una larga parte della popolazione della provincia palermitana a metà degli anni Cinquanta, una miseria aggravata dalla dilagante corruzione e dall’abbandono della politica e delle istituzioni. A distanza di mezzo secolo, i diseredati intervistati da Danilo Dolci sono ancora in mezzo a noi, fanno sentire la loro voce, la loro indignazione, la loro disperazione.
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)61-76
Numero di pagine16
RivistaSEGNO
Volume263
Stato di pubblicazionePublished - 2005

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