La scuola Vittorio Emanuele II a Palermo

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Abstract

L'articolo percorre la storia costruttiva dell'edificio scolastico dalle origini ad oggi, descrivendone gli elementi costruttivi e le vicende che hanno caratterizzato le sue trasformazioni. La consapevolezza dell'importanza della costruzione di edifici scolastici è in Italia quasi coeva all'unificazione del paese, infatti la Legge Casati, che sanciva l'obbligatorietà della prima istruzione per entrambi i sessi, venne estesa negli anni Sessanta del XIX secolo a tutta la nazione. Le indicazioni che venivano fornite riguardavano soprattutto la salubrità, dei luoghi e del contesto, in quanto la diffusione di malattie potenzialmente epidemiche era un argomento cui si era ancora molto sensibili. Si trattava ancora comunque di norme abbastanza generiche, che lasciavano alcuni elementi all'arbitrio dei comuni e dei progettisti. Anche la distribuzione interna sembra generalmente seguire schemi più rivolti al rispetto dell'igiene che non alla pedagogia, cercando sempre soluzioni consolidate e che richiamavano in genere planimetrie conventuali e da caserma, con i lunghi corridoi e le aule laterali. L'edificio scolastico che oggi ospita il Liceo Classico Vittorio Emanuele II si trova in una zona privilegiata della città, sulla piazza antistante la Cattedrale di Palermo. Nei primi anni del 1900 tale zona fu oggetto di molti interventi relativi alle scuole, infatti si trattava di una delle zone più popolose della città, nel centro storico, e dunque doveva soddisfare numericamente le esigenze degli abitanti. Per questo sin dai primi anni del XX secolo ci si pose il problema dei locali da utilizzare a tale scopo. Ma il tessuto edificato di quella zona poco spazio lasciava per nuove costruzioni, così molto spesso si preferiva collocare studenti in locali in affitto oppure adattare i numerosi conventi vicini. L'attuale scuola Filippo Parlatore, in Piazza Montevergini, e la Vittorio Emanuele II , col nome di scuola Turrisi Colonna, furono tra i pochissimi edifici edificati all'uopo in quegli anni in quella zona del centro. Non ci sono molte notizie sul progetto originario dell'edificio, ma pare nascesse come scuola Elementare, e ne rispetta lo schema planimetrico, sebbene presenti alcuni elementi di originalità. Lo schema a C con corpo centrale e due ali laterali dedicate ai servizi è infatti completato da un quarto lato, forse di poco successivo, che ne determina la formazione di un cortile, attualmente dedicato a palestra all'aperto. Le elevazioni sono tre, indice del fatto che la zona necessitava di molte aule, che sicuramente erano suddivise in maschili e femminili, o dedicando un piano ad ogni sesso ed uno agli uffici di direzione, oppure a lati, destro e sinistro. La presenza di una scala centrale monumentale all'ingresso ed una scala secondaria fa pensare ad una suddivisione a piani con accessi separati. Probabilmente la scuola era dotata di una mensa, per la presenza di ampi locali che attualmente ospitano la palestra, ma nei primi del 1900 era poco attenzionato l'aspetto dell'educazione fisica, che invece trionfò dagli anni del Regime in poi. La terza elevazione presenta un'ampia sala conferenze, la Sala Regina Margherita (come recita una lapide in marmo all'ingresso) con copertura lignea di recente realizzazione su disegno originario. Il prospetto principale dichiara in maniera evidente il periodo di costruzione, con l'ingresso monumentale e la simmetria, le grandi ordinate finestre che guardano la Cattedrale ed il bugnato che, sebbene recente, ridisegna quello originario. Le recenti e necessarie opere di riqualificazione ed adeguamento alla sicurezza ne hanno in parte alterato le caratteristiche originarie, molti infissi, pavimenti, aperture e soffitti hanno subito sostanziali modifiche, ma ancora in alcuni elementi è possibile
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)136-139
Numero di pagine4
RivistaLE NUOVE FRONTIERE DELLA SCUOLA
Stato di pubblicazionePublished - 2017

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La scuola Vittorio Emanuele II a Palermo. / Pennisi, Silvia.

In: LE NUOVE FRONTIERE DELLA SCUOLA, 2017, pag. 136-139.

Risultato della ricerca: Article

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N2 - L'articolo percorre la storia costruttiva dell'edificio scolastico dalle origini ad oggi, descrivendone gli elementi costruttivi e le vicende che hanno caratterizzato le sue trasformazioni. La consapevolezza dell'importanza della costruzione di edifici scolastici è in Italia quasi coeva all'unificazione del paese, infatti la Legge Casati, che sanciva l'obbligatorietà della prima istruzione per entrambi i sessi, venne estesa negli anni Sessanta del XIX secolo a tutta la nazione. Le indicazioni che venivano fornite riguardavano soprattutto la salubrità, dei luoghi e del contesto, in quanto la diffusione di malattie potenzialmente epidemiche era un argomento cui si era ancora molto sensibili. Si trattava ancora comunque di norme abbastanza generiche, che lasciavano alcuni elementi all'arbitrio dei comuni e dei progettisti. Anche la distribuzione interna sembra generalmente seguire schemi più rivolti al rispetto dell'igiene che non alla pedagogia, cercando sempre soluzioni consolidate e che richiamavano in genere planimetrie conventuali e da caserma, con i lunghi corridoi e le aule laterali. L'edificio scolastico che oggi ospita il Liceo Classico Vittorio Emanuele II si trova in una zona privilegiata della città, sulla piazza antistante la Cattedrale di Palermo. Nei primi anni del 1900 tale zona fu oggetto di molti interventi relativi alle scuole, infatti si trattava di una delle zone più popolose della città, nel centro storico, e dunque doveva soddisfare numericamente le esigenze degli abitanti. Per questo sin dai primi anni del XX secolo ci si pose il problema dei locali da utilizzare a tale scopo. Ma il tessuto edificato di quella zona poco spazio lasciava per nuove costruzioni, così molto spesso si preferiva collocare studenti in locali in affitto oppure adattare i numerosi conventi vicini. L'attuale scuola Filippo Parlatore, in Piazza Montevergini, e la Vittorio Emanuele II , col nome di scuola Turrisi Colonna, furono tra i pochissimi edifici edificati all'uopo in quegli anni in quella zona del centro. Non ci sono molte notizie sul progetto originario dell'edificio, ma pare nascesse come scuola Elementare, e ne rispetta lo schema planimetrico, sebbene presenti alcuni elementi di originalità. Lo schema a C con corpo centrale e due ali laterali dedicate ai servizi è infatti completato da un quarto lato, forse di poco successivo, che ne determina la formazione di un cortile, attualmente dedicato a palestra all'aperto. Le elevazioni sono tre, indice del fatto che la zona necessitava di molte aule, che sicuramente erano suddivise in maschili e femminili, o dedicando un piano ad ogni sesso ed uno agli uffici di direzione, oppure a lati, destro e sinistro. La presenza di una scala centrale monumentale all'ingresso ed una scala secondaria fa pensare ad una suddivisione a piani con accessi separati. Probabilmente la scuola era dotata di una mensa, per la presenza di ampi locali che attualmente ospitano la palestra, ma nei primi del 1900 era poco attenzionato l'aspetto dell'educazione fisica, che invece trionfò dagli anni del Regime in poi. La terza elevazione presenta un'ampia sala conferenze, la Sala Regina Margherita (come recita una lapide in marmo all'ingresso) con copertura lignea di recente realizzazione su disegno originario. Il prospetto principale dichiara in maniera evidente il periodo di costruzione, con l'ingresso monumentale e la simmetria, le grandi ordinate finestre che guardano la Cattedrale ed il bugnato che, sebbene recente, ridisegna quello originario. Le recenti e necessarie opere di riqualificazione ed adeguamento alla sicurezza ne hanno in parte alterato le caratteristiche originarie, molti infissi, pavimenti, aperture e soffitti hanno subito sostanziali modifiche, ma ancora in alcuni elementi è possibile

AB - L'articolo percorre la storia costruttiva dell'edificio scolastico dalle origini ad oggi, descrivendone gli elementi costruttivi e le vicende che hanno caratterizzato le sue trasformazioni. La consapevolezza dell'importanza della costruzione di edifici scolastici è in Italia quasi coeva all'unificazione del paese, infatti la Legge Casati, che sanciva l'obbligatorietà della prima istruzione per entrambi i sessi, venne estesa negli anni Sessanta del XIX secolo a tutta la nazione. Le indicazioni che venivano fornite riguardavano soprattutto la salubrità, dei luoghi e del contesto, in quanto la diffusione di malattie potenzialmente epidemiche era un argomento cui si era ancora molto sensibili. Si trattava ancora comunque di norme abbastanza generiche, che lasciavano alcuni elementi all'arbitrio dei comuni e dei progettisti. Anche la distribuzione interna sembra generalmente seguire schemi più rivolti al rispetto dell'igiene che non alla pedagogia, cercando sempre soluzioni consolidate e che richiamavano in genere planimetrie conventuali e da caserma, con i lunghi corridoi e le aule laterali. L'edificio scolastico che oggi ospita il Liceo Classico Vittorio Emanuele II si trova in una zona privilegiata della città, sulla piazza antistante la Cattedrale di Palermo. Nei primi anni del 1900 tale zona fu oggetto di molti interventi relativi alle scuole, infatti si trattava di una delle zone più popolose della città, nel centro storico, e dunque doveva soddisfare numericamente le esigenze degli abitanti. Per questo sin dai primi anni del XX secolo ci si pose il problema dei locali da utilizzare a tale scopo. Ma il tessuto edificato di quella zona poco spazio lasciava per nuove costruzioni, così molto spesso si preferiva collocare studenti in locali in affitto oppure adattare i numerosi conventi vicini. L'attuale scuola Filippo Parlatore, in Piazza Montevergini, e la Vittorio Emanuele II , col nome di scuola Turrisi Colonna, furono tra i pochissimi edifici edificati all'uopo in quegli anni in quella zona del centro. Non ci sono molte notizie sul progetto originario dell'edificio, ma pare nascesse come scuola Elementare, e ne rispetta lo schema planimetrico, sebbene presenti alcuni elementi di originalità. Lo schema a C con corpo centrale e due ali laterali dedicate ai servizi è infatti completato da un quarto lato, forse di poco successivo, che ne determina la formazione di un cortile, attualmente dedicato a palestra all'aperto. Le elevazioni sono tre, indice del fatto che la zona necessitava di molte aule, che sicuramente erano suddivise in maschili e femminili, o dedicando un piano ad ogni sesso ed uno agli uffici di direzione, oppure a lati, destro e sinistro. La presenza di una scala centrale monumentale all'ingresso ed una scala secondaria fa pensare ad una suddivisione a piani con accessi separati. Probabilmente la scuola era dotata di una mensa, per la presenza di ampi locali che attualmente ospitano la palestra, ma nei primi del 1900 era poco attenzionato l'aspetto dell'educazione fisica, che invece trionfò dagli anni del Regime in poi. La terza elevazione presenta un'ampia sala conferenze, la Sala Regina Margherita (come recita una lapide in marmo all'ingresso) con copertura lignea di recente realizzazione su disegno originario. Il prospetto principale dichiara in maniera evidente il periodo di costruzione, con l'ingresso monumentale e la simmetria, le grandi ordinate finestre che guardano la Cattedrale ed il bugnato che, sebbene recente, ridisegna quello originario. Le recenti e necessarie opere di riqualificazione ed adeguamento alla sicurezza ne hanno in parte alterato le caratteristiche originarie, molti infissi, pavimenti, aperture e soffitti hanno subito sostanziali modifiche, ma ancora in alcuni elementi è possibile

UR - http://hdl.handle.net/10447/264909

M3 - Article

SP - 136

EP - 139

JO - LE NUOVE FRONTIERE DELLA SCUOLA

JF - LE NUOVE FRONTIERE DELLA SCUOLA

SN - 2281-9681

ER -