La Ricerca nei Dottorati in Pianificazione Urbana e Territoriale. Alcune considerazioni conclusive

Risultato della ricerca: Other

Abstract

Il VII Convegno Interdottorato dei Dottorati in Pianificazione Urbana e Territoriale ed il rafforzamento della Rete di Interdottorato, istituita nel 1994 con l’obiettivo di diffondere la conoscenza non solo dei temi di ricerca ma anche dei differenti percorsi formativi e degli approcci metodologici, diventa sempre più un importante appuntamento non solo per i dottorandi che hanno così un’occasione in più di confronto, ma anche per i docenti che attraverso il dibattito possono riflettere, verificare, modificare l’organizzazione dei Dottorati. La numerosa partecipazione di dottorandi (107), dottori e professori, la varietà di contributi (80) stimolano alcune riflessioni. Riflessioni che discendono dalle conclusioni dei discussant che hanno coordinato le sessioni e che sono relative non solo alla organizzazione e conduzione del Dottorato, ma anche alla ricerca o meglio al come fare ricerca. Pur dando quindi un giudizio positivo, così come riconosciuto da tutti i partecipanti al Convegno, tuttavia vanno fatte alcune considerazioni.Il Dottorato di ricercaPrima di fare alcune valutazioni che riguardano più specificatamente il contenuto delle ricerche e l’approccio metodologico forse è opportuno riflettere sulla struttura ed organizzazione del Dottorato italiano. I primi anni di istituzione del Dottorato vedevano coinvolte più sedi universitarie in unico dottorato. Era questa un’occasione per animare il dibattito, spesso con posizioni culturali diverse dovute alla formazione ed alla specificità disciplinare che caratterizzava ciascuna sede, ma costituiva al tempo stesso occasione di crescita e di verifica. L’avere reso difficile, per motivi finanziari, la possibilità di aggregazione di più sedi in un solo Dottorato riduce la dialettica e rende più difficile il confronto continuo che viene rinviato ad occasioni sporadiche come convegni o seminari e lezioni presso altre sedi. Ciò non vuol dire che tali occasioni non siano ritenute utili, ma probabilmente un rapporto differenziato ma costante è motivo di arricchimento culturale, verifica, confronto.Un’altra riflessione va fatta sul ruolo e sulla struttura del Dottorato. Premesso che il ruolo principale del Dottorato di ricerca è quello di fornire una formazione specialistica finalizzata allo svolgimento di attività di ricerca di elevato livello e riconoscendo che alla ricerca è assegnato un ruolo strategico per lo sviluppo e l’innovazione del Paese, pur consapevoli della mancanza di una adeguata politica nazionale di incentivo e di sostegno ad essa, tuttavia va prestata attenzione sulla opportunità o meno che un dottorando sia impegnato per tre anni, a volte quattro, su un unico tema di ricerca, e se ciò sia funzionale alla sua formazione. Ciò in considerazione del fatto che l’acquisizione del titolo di Dottore dovrebbe essere condizione necessaria per intraprendere la carriera universitaria che, come ben sappiamo, oltre ad impegnare nella ricerca richiede un impegno didattico. Sollecito questa riflessione alla luce di quanto viene fatto in altri paesi europei ( per esempio Spagna, Francia, Inghilterra) anche nell’ottica di omogeneizzazione dei percorsi formativi, così come sta avvenendo per i corsi di laurea, nonché per il riconoscimento e la spendibilità dei titoli. In Spagna per accedere alla carriera universitaria è conditio sine qua non acquisire il titolo di dottore di ricerca, pertanto la struttura del Dottorato è più complessa ed i primi anni sono intesi come anni di formazione sia per fare ricerca sia per fare didattica. Infatti il Dottorato si articola in due fasi: la prima, la Etapa
Lingua originaleItalian
Pagine359-363
Numero di pagine816
Stato di pubblicazionePublished - 2008

Cita questo