La parola(-)odio. Sovraesposizione, criminalizzazione e interpretazione dello hate speech

Risultato della ricerca: Articlepeer review

Abstract

L'articolo parte dall'assunto che la categoria dell'"odio" (la parola "odio") sia, da qualche tempo, al centro di una sovra-esposizione mediatica, che a sua volta si traduce in una corrispondente sovra-esposizione politico-criminale, caratterizzata da una massiccia richiesta di criminalizzazione di condotte che si assumono pervase, appunto, da quel sentimento. Tra queste, innanzitutto, la "parola-odio" (l'odio manifestato a parole, lo hate speech). Partendo da questo assunto, l'articolo propone anche una interpretazione per categorie tipologiche delle norme incriminatrici dello hate speech, alla quale affianca, allo scopo di integrarne e renderne più trasparente il significato reale, anche una interpretazione della accezione pre-giuridica dello hate speech stesso (o del modo in cui tale nozione viene usate nel linguaggio di senso comune). L'articolo si chiude con alcune considerazioni su hate speech e libertà di espressione, tese, in particolare, a porre in evidenza le differenze che corrono tra il primo e le forme paradigmatica della seconda (diritto di cronaca e reati di opinione).
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)577-607
Numero di pagine31
RivistaCRIMINALIA
Stato di pubblicazionePublished - 2017

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