La natura contrattuale della responsabilità precontrattuale (ipotesi sull’immunità)

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Abstract

Il saggio sottolinea l’importanza delle conclusioni raggiunte dalla giurisprudenza recente della Corte di cassazione in ordine alla natura della responsabilità precontrattuale. Allineandosi alla posizione espressa dalla dottrina più autorevole, la S.C. conferma l’orientamento già in passato espresso, ma successivamente disatteso, favorevole all’inquadramento della responsabilità precontrattuale nell’ambito della responsabilità per inadempimento degli obblighi di protezione che scaturiscono dal precetto di buona fede in fase di trattative e di conclusione del contratto ex art. 1337 c.c. Quest’ultima disposizione conferisce, infatti, disciplina a una relazione qualificata che si iscrive tra le fonti altre dell’obbligazione ex art.1173 c.c. Di assoluta centralità è la premessa dogmatica che identifica la responsabilità contrattuale nel sistema di traslazione del costo dei danni tra soggetti legati da un rapporto giuridico preesistente al pregiudizio, quale che ne sia la sua fonte; e che ravvisa, inoltre, nella responsabilità aquiliana il sistema di traslazione de costo dei danni che si producono tra soggetti non legati da un preesistente rapporto e che conseguono alla lesione “ab extrinseco” (rectius non relazionale) di una situazione giuridica soggettiva. Più discutibile si rivela l’itinerario argomentativo prescelto dalla S.C., che - come già in passato - è incentrato sull’inversione concettuale di legittimare la natura contrattuale della responsabilità precontrattuale sulla base della configurazione della responsabilità da “contatto sociale qualificato”, di cui la prima rappresenta una delle principali emersioni di diritto positivo, piuttosto che ricavare la possibilità di concepire una responsabilità da inadempimento da “contatto sociale qualificato” dall’astrazione generalizzatrice dei caratteri strutturali e funzionali della responsabilità precontrattuale, in quanto fattispecie legale di responsabilità da violazione di obblighi volti a reagire a pregiudizi prodottisi all’interno di una relazione giuridicamente rilevante. Il contatto sociale qualificato rappresenta una categoria inadeguata ed equivoca, ma va apprezzato il tentativo della S.C. di meglio precisarne i contorni. Una volta corretto il percorso argomentativo adoperato dai giudici di legittimità, le conclusioni, pienamente condivisibili, cui essi sono pervenuti nell’importante provvedimento in esame acquistano maggiore solidità dogmatica e una più accentuata persuasività. La riflessione termina con un tentativo di ridefinizione della ratio sottesa alla qualificazione contrattuale della responsabilità precontrattuale e con la proposta di qualificare la posizione protetta dagli obblighi di buona fede ex art. 1337 c.c. nei termini di un’immunità.
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)35-61
Numero di pagine27
RivistaI CONTRATTI
Stato di pubblicazionePublished - 2017

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