La leggerezza del lamellare. Una realizzazione e un progetto

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Abstract

L’articolo si propone di mostrare le nuove frontiere del Legno Lamellare armato, sia attraverso una Chiesa a Gioia Tauro, (che rimane la prima applicazione naz. con questa tecnologia) sia attraverso un concorso appalto a Caltagirone, ove si configurano con più attenzione le cognizioni tecnologiche finalizzate alla snellezza e leggerezza dei materiali sino al loro stato limite.Sono queste due realizzazioni che propongono le prime Chiese “aperte” poiché vetrate a luce libera creando un unicum tra esterno ed interno. La prima opera si confronta con una copertura a membrana di circa 1000 mq che rimane appoggiata all’esterno dell’Aula Cultuale, il cui filtro vetrato si pone a mediazione con l’acqua esterna, il tutto posto a -4 m dal piano di campagna; li secondo progetto, paradossalmente, appare una struttura appoggiata ad un costolone centrale, mentre staticamente sarà l’arco centrale in c.l.s. ad esser sorretto dai costoloni lignei.
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospiteTrasparenza e Leggerezza
Pagine74-83
Numero di pagine10
Stato di pubblicazionePublished - 2009

Cita questo

La leggerezza del lamellare. Una realizzazione e un progetto. / De Giovanni, Giuseppe; Angelico, Emanuele.

Trasparenza e Leggerezza. 2009. pag. 74-83.

Risultato della ricerca: Chapter

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T1 - La leggerezza del lamellare. Una realizzazione e un progetto

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AU - Angelico, Emanuele

PY - 2009

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N2 - L’articolo si propone di mostrare le nuove frontiere del Legno Lamellare armato, sia attraverso una Chiesa a Gioia Tauro, (che rimane la prima applicazione naz. con questa tecnologia) sia attraverso un concorso appalto a Caltagirone, ove si configurano con più attenzione le cognizioni tecnologiche finalizzate alla snellezza e leggerezza dei materiali sino al loro stato limite.Sono queste due realizzazioni che propongono le prime Chiese “aperte” poiché vetrate a luce libera creando un unicum tra esterno ed interno. La prima opera si confronta con una copertura a membrana di circa 1000 mq che rimane appoggiata all’esterno dell’Aula Cultuale, il cui filtro vetrato si pone a mediazione con l’acqua esterna, il tutto posto a -4 m dal piano di campagna; li secondo progetto, paradossalmente, appare una struttura appoggiata ad un costolone centrale, mentre staticamente sarà l’arco centrale in c.l.s. ad esser sorretto dai costoloni lignei.

AB - L’articolo si propone di mostrare le nuove frontiere del Legno Lamellare armato, sia attraverso una Chiesa a Gioia Tauro, (che rimane la prima applicazione naz. con questa tecnologia) sia attraverso un concorso appalto a Caltagirone, ove si configurano con più attenzione le cognizioni tecnologiche finalizzate alla snellezza e leggerezza dei materiali sino al loro stato limite.Sono queste due realizzazioni che propongono le prime Chiese “aperte” poiché vetrate a luce libera creando un unicum tra esterno ed interno. La prima opera si confronta con una copertura a membrana di circa 1000 mq che rimane appoggiata all’esterno dell’Aula Cultuale, il cui filtro vetrato si pone a mediazione con l’acqua esterna, il tutto posto a -4 m dal piano di campagna; li secondo progetto, paradossalmente, appare una struttura appoggiata ad un costolone centrale, mentre staticamente sarà l’arco centrale in c.l.s. ad esser sorretto dai costoloni lignei.

KW - Architettura cultuale

KW - Chiesa

KW - Legno Lamellare

KW - concorso internazionale

KW - nuove realizzazioni

UR - http://hdl.handle.net/10447/46903

M3 - Chapter

SN - 978-88-6336-059-2

SP - 74

EP - 83

BT - Trasparenza e Leggerezza

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