La geografia metaforica e l'oscurità naturale delle cose

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Abstract

Nel saggio si ripercorre il cammino della geografia italiana nell’ultimo quarto di secolo, cioè a partire dalla pubblicazione nel 1985 de Le metafore della terra di Giuseppe Dematteis. In tale arco di tempo una tradizione di studi con un forte impianto umanistico si è misurata con le questioni epistemologiche e metodologiche poste in ambito internazionale dal contemporaneo dibattito sulla sulla crisi della modernità. Tutto ciò è avvenuto in Italia, attraverso la mediazione della metafora euristica di Giuseppe Dematteis (1985, 1995), della critica della ragione cartografica di Franco Farinelli (1992, 2003) e delle riflessioni sui limiti della rappresentazione (Mondada e altri, 1992; Farinelli e altri, 1994). Ma soprattutto attraverso il continuo confronto con la società italiana, interrogata attraverso importanti esperienze di ricerca sul campo. Più generazioni di geografi italiani hanno, infatti, appreso a praticare l’arte del sopralluogo in appassionanti campagne di ricerca sul terreno guidate da Giuseppe Dematteis e altri maestri della ricerca geografica: dalla partecipazione all’inizio degli anni Ottanta alla esperienza di ricerca del GRAM (Gruppo di ricerca sulla Rivalorizzazione delle Aree Marginali, coordinato dallo stesso Giuseppe Dematteis) alle più recenti esperienze maturate nell’ambito del Programma Nazionale di Ricerca dal titolo “I sistemi locali nei processi di sviluppo territoriale (SLoT)” coordinato dallo stesso Giuseppe Dematteis e cofinanziato dal MIUR per il biennio 2000–2001.
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospiteLe frontiere della geografia
Pagine13-28
Numero di pagine16
Stato di pubblicazionePublished - 2009

Cita questo

Guarrasi, V. (2009). La geografia metaforica e l'oscurità naturale delle cose. In Le frontiere della geografia (pagg. 13-28)