La disuguaglianza socio-economica della salute come indicatore di benessere sociale

Risultato della ricerca: Other

Abstract

Obiettivo: Misurare il benessere sociale attraverso l’utilizzo della disuguaglianza socioeconomica della salute percepita dalle famiglie italiane e quantificare i contributi dei determinanti della salute alla disuguaglianza misurata. Materiali e metodi: Sono utilizzati i dati dell’indagine Istat sulle condizioni di vita (UDB IT-SILC), componente longitudinale. L’analisi è effettuata su un sotto-campione di 11.543 individui e 12 variabili, ottenuto dopo aver eliminato i dati mancanti per la variabile reddito e per le altre variabili rilevanti per la salute. E’ applicato il modello di regressione probit ordinale, per ottenere una misura continua della variabile salute, l’indice di concentrazione della salute, per misurare la disuguaglianza della salute, e infine la scomposizione della disuguaglianza, per calcolare il contributo di ciascun determinante. Le analisi sono a livello territoriale NUTS1. Risultati e conclusioni: La disuguaglianza di salute correlata al reddito è stimata pari all’1,18% a livello nazionale, mentre a livello territoriale il gradiente tra salute e reddito interviene solo al Sud. A livello territoriale, l’analisi rivela una disuguaglianza nella percezione della buona salute in tutte e cinque le ripartizioni territoriali, concentrata nel gruppo di individui avvantaggiati economicamente. La disuguaglianza nella salute è percepita maggiormente nel Nord Ovest (1,69%), seguita dal Nord Est (1,53%) e dal Sud (1,35%), Centro (1,21%); mentre la disuguaglianza della salute percepita non è significativa nelle Isole (-0,0012; IC95%=[-0,01; 0,01]). Emerge che in Italia nel 2010 si ha complessivamente una buona percezione della salute, che si concentra negli individui maschi, con una migliore posizione socioeconomica, istruzione più elevata, occupati; mentre esistono disuguaglianze nella malattia cronica e disabilità che penalizzano alcuni gruppi di popolazione svantaggiati economicamente con basso livello di istruzione e fuori dal mercato del lavoro.
Lingua originaleItalian
Numero di pagine1
Stato di pubblicazionePublished - 2016

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TY - CONF

T1 - La disuguaglianza socio-economica della salute come indicatore di benessere sociale

AU - Matranga, Domenica

PY - 2016

Y1 - 2016

N2 - Obiettivo: Misurare il benessere sociale attraverso l’utilizzo della disuguaglianza socioeconomica della salute percepita dalle famiglie italiane e quantificare i contributi dei determinanti della salute alla disuguaglianza misurata. Materiali e metodi: Sono utilizzati i dati dell’indagine Istat sulle condizioni di vita (UDB IT-SILC), componente longitudinale. L’analisi è effettuata su un sotto-campione di 11.543 individui e 12 variabili, ottenuto dopo aver eliminato i dati mancanti per la variabile reddito e per le altre variabili rilevanti per la salute. E’ applicato il modello di regressione probit ordinale, per ottenere una misura continua della variabile salute, l’indice di concentrazione della salute, per misurare la disuguaglianza della salute, e infine la scomposizione della disuguaglianza, per calcolare il contributo di ciascun determinante. Le analisi sono a livello territoriale NUTS1. Risultati e conclusioni: La disuguaglianza di salute correlata al reddito è stimata pari all’1,18% a livello nazionale, mentre a livello territoriale il gradiente tra salute e reddito interviene solo al Sud. A livello territoriale, l’analisi rivela una disuguaglianza nella percezione della buona salute in tutte e cinque le ripartizioni territoriali, concentrata nel gruppo di individui avvantaggiati economicamente. La disuguaglianza nella salute è percepita maggiormente nel Nord Ovest (1,69%), seguita dal Nord Est (1,53%) e dal Sud (1,35%), Centro (1,21%); mentre la disuguaglianza della salute percepita non è significativa nelle Isole (-0,0012; IC95%=[-0,01; 0,01]). Emerge che in Italia nel 2010 si ha complessivamente una buona percezione della salute, che si concentra negli individui maschi, con una migliore posizione socioeconomica, istruzione più elevata, occupati; mentre esistono disuguaglianze nella malattia cronica e disabilità che penalizzano alcuni gruppi di popolazione svantaggiati economicamente con basso livello di istruzione e fuori dal mercato del lavoro.

AB - Obiettivo: Misurare il benessere sociale attraverso l’utilizzo della disuguaglianza socioeconomica della salute percepita dalle famiglie italiane e quantificare i contributi dei determinanti della salute alla disuguaglianza misurata. Materiali e metodi: Sono utilizzati i dati dell’indagine Istat sulle condizioni di vita (UDB IT-SILC), componente longitudinale. L’analisi è effettuata su un sotto-campione di 11.543 individui e 12 variabili, ottenuto dopo aver eliminato i dati mancanti per la variabile reddito e per le altre variabili rilevanti per la salute. E’ applicato il modello di regressione probit ordinale, per ottenere una misura continua della variabile salute, l’indice di concentrazione della salute, per misurare la disuguaglianza della salute, e infine la scomposizione della disuguaglianza, per calcolare il contributo di ciascun determinante. Le analisi sono a livello territoriale NUTS1. Risultati e conclusioni: La disuguaglianza di salute correlata al reddito è stimata pari all’1,18% a livello nazionale, mentre a livello territoriale il gradiente tra salute e reddito interviene solo al Sud. A livello territoriale, l’analisi rivela una disuguaglianza nella percezione della buona salute in tutte e cinque le ripartizioni territoriali, concentrata nel gruppo di individui avvantaggiati economicamente. La disuguaglianza nella salute è percepita maggiormente nel Nord Ovest (1,69%), seguita dal Nord Est (1,53%) e dal Sud (1,35%), Centro (1,21%); mentre la disuguaglianza della salute percepita non è significativa nelle Isole (-0,0012; IC95%=[-0,01; 0,01]). Emerge che in Italia nel 2010 si ha complessivamente una buona percezione della salute, che si concentra negli individui maschi, con una migliore posizione socioeconomica, istruzione più elevata, occupati; mentre esistono disuguaglianze nella malattia cronica e disabilità che penalizzano alcuni gruppi di popolazione svantaggiati economicamente con basso livello di istruzione e fuori dal mercato del lavoro.

UR - http://hdl.handle.net/10447/179832

UR - http://www.istat.it/storage/Conf12File/posterPdf/114.pdf?611255280

M3 - Other

ER -