La disidentità come corrosione del senso d’appartenenza.

Risultato della ricerca: Other

Abstract

Le trasformazioni cui è andata incontro la società negli ultimi decenni, soprattutto nel passaggio dalla modernità alla post-modernità o surmodernità, hanno scosso la dimensione gruppale, la socialità e, perciò stesso, l’identità personale. Infatti, se come oggi accade, le dimensioni attinenti alle grandi aree culturali, ai miti, alle religioni, alle tradizioni, ai linguaggi, ecc. si sfrangiano, diventa difficile non solo la comprensione del mondo, ma anche la possibilità d’interiorizzare tutti quegli aspetti legati all’esperienza di “appartenere” che, perdendosi, diventano soltanto frammenti di un mondo essenzialmente incerto e provvisorio (Ferraro, A.M., Lo Verso, G.). La Gruppoanalisi Soggettuale e, in particolare gli studi sul Transpersonale (Lo Verso 1989, 1994, Giannone, Lo Verso, 1996; Giannone, Ferraro A.M., Lo Verso, in press), si prestano non solo a comprendere il dispositivo delle dinamiche identificatorie, ma anche a discutere il “come” e il “per cui” tale dispositivo potrebbe incepparsi e l’identità corrodersi. Questo studio, in particolare, analizzando da un canto la fragilità del processo d’interiorizzazione degli aspetti (familiari, culturali, biologici, ecc.) che segnano, fin dall’inizio, l’identità individuale, e dall’altro l’im/possibilità di una loro rielaborazione, prova a comprendere le ragioni del mutamento antropologico forse più drammatico degli ultimi anni: la disidentità, con l’obiettivo di ridefinire i costrutti nati all’interno di contesti storico-culturali diversi da quelli attuali, e di chiarire costrutti emergenti, quali appunto quello di disidentità (Ferraro A.M., Lo Verso, G. 2007; Lai, G. 1999), con il suo (eventuale) corollario di psicopatologia
Lingua originaleItalian
Numero di pagine0
Stato di pubblicazionePublished - 2011

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