La difficile “via della conciliazione” nel processo civile italiano. Una storia di equivoci terminologici e concettuali

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1) La difficile “via della conciliazione” nel processo civile italiano - una storia di equivoci terminologici e concettualiL’indagine muove da una breve esegesi storica dei rapporti tra conciliazione e processo civile italiano, a partire dal Regno delle due Sicilie fino al d.lgs. 28/2010.Nei primi due capitoli si esamina la figura del conciliatore borbonico e le sue progressive evoluzioni, con l’avvento del Regno d’Italia, verso un organo sempre più giurisdizionale (quale fu il giudice conciliatore sotto il codice del 1865 e il codice del 1940), fino all’attuale giudice di pace, le cui funzioni di conciliatore in sede stragiudiziale, sono pressoché atrofizzate. Si esamina, quindi, la conciliazione non contenziosa ex art. 322 c.p.c. davanti a questo giudice, istituto scarsamente applicato, ma ancora oggi in vigore.Nel terzo capitolo si esamina lo strano caso della conciliazione in materia di lavoro, che ha subito un’evoluzione parallela ed opposta a quella della mediazione in materia civile e commerciale. Divenuta obbligatoria nel 1998 è tornata ad essere facoltativa con legge n. 183 del 4 novembre 2010: il tutto a pochi mesi dopo l’introduzione, nella materia civile e commerciale, della mediazione obbligatoria. Si esaminano, inoltre, le conseguenze, sotto il profilo dell’annullabilità ex art. 2113 c.c., di un accordo di conciliazione in materia di lavoro eventualmente perfezionato davanti ad un organismo di mediazione ex d.lgs. 28/2010.Nell’ultimo capitolo ci si sofferma sulle mediazioni c.d. “amministrate” introdotte a partire dagli anni ’90 da numerose leggi speciali e quasi tutte sopravvissute alla riforma del 2010.
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospiteLa mediazione civile e commerciale
Pagine17-38
Numero di pagine22
Stato di pubblicazionePublished - 2011

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