Abstract

La famiglia costituisce lo spazio psichico in cui il bambino inizia a costruire i primi modelli di Sé e del mondo esterno. Questi si organizzano prevalentemente al di fuori della coscienza, intorno a schemi prototipici derivanti dall’incessante esposizione e partecipazione dell’individuo alle modalità di “pensiero familiare” quale unità minima transpersonale (Lo Verso, 1994, Giannone, Lo Verso, 1996, Giannone, Ferraro, Lo Verso, in press). A fronte di una vasta letteratura teorica, carente è il contributo empirico in grado di dar conto del ruolo che le relazioni familiari giocano nel processo di differenziazione del Sé. Osservare tali dinamiche e studiarle empiricamente può contribuire a comprenderne più profondamente il funzionamento e le possibilità d’intervento. Oggetto di studio sono 36 famiglie (125 soggetti) - 18 in trattamento psicoterapeutico e 18 che non hanno mai fatto richiesta di psicoterapia. Sono analizzate: a) le variabili familiari coesione, adattabilità e differenziazione del Sé, in ciascuno e tra i gruppi; b) le variabili individuali coesione, adattabilità, differenziazione del Sé, stile di attaccamento adulto e sintomi, in ciascuno e tra i gruppi; c) l’associazione tra le diverse variabili familiari; tra le diverse variabili individuali e tra variabili familiari e individuali in entrambi i gruppi. Gli strumenti utilizzati: FACES III (Galimberti, Farina, 1990; Olson, Portner, Lavee, 1985); DSI (Skowron, Schitt, 2003); ASQ (Fossati et al., 2003; Feeney, Noller, Hanrahan, 1994); SCL-90 (Derogatis, 1992). L’analisi dei dati, mostra che il livello di differenziazione del Sé delle famiglie e degli individui che hanno fatto richiesta d’intervento terapeutico risulta significativamente inferiore rispetto all’altro gruppo.
Lingua originaleItalian
Stato di pubblicazionePublished - 2011

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