La cooperazione degli organi del Tribunale speciale per il Libano nella tutela dei diritti dei detenuti in attesa di giudizio

Francesco Agnello

Risultato della ricerca: Articlepeer review

Abstract

Ad un anno dall’inizio del funzionamento del tribunale Speciale per il Libano, questo articolo ne esamina l’operato in materia di diritti dei detenuti in attesa di giudizio. Nonostante si tratti del primo tribunale penale internazionale competente a conoscere crimini perpetrati in un paese dell’area araba, esso si pone pienamente nel solco evolutivo tracciato dai suoi predecessori ed anzi compie alcuni notevoli passi in avanti in tema di tutela dei diritti dei detenuti. All’interno dell’articolo viene esaminato l’operato di tutti i principali organi del Tribunale, mostrando come la tutela dei diritti umani sia stata una costante che ne ha innervato tutta l’attività, sia quella a carattere normativo che quella a carattere prettamente giurisdizionale. Il fatto, poi, che si tratti del primo tribunale penale internazionale competente a conoscere di atti di terrorismo – anzi, un tribunale la cui competenza ratione materiae è praticamente limitata a tali atti –, rende l’analisi del suo operato ancora più interessante: in un momento storico che si caratterizza troppo spesso per la ‘sospensione’ dei diritti dei soggetti sospettati di essere terroristi, il Tribunale Speciale per il Libano arriva ad affermare la natura di jus cogens del diritto di ogni persona arrestata di essere portata prontamente davanti ad un giudice.
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)38-57
Numero di pagine20
RivistaI DIRITTI DELL'UOMO
VolumeAnno XXI, n. 2 -2010
Stato di pubblicazionePublished - 2010
Pubblicato esternamenteYes

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