La cittadinanza letteraria italiana. Ipotesi sui due versi manzoniani

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Abstract

Assecondando la consuetudine che ci induce a leggere gran parte dei nostri classici proiettando in avanti nel tempo i significati e le suggestioni che da essi promanano, dovremmo convenire anche noi sulla notazione risaputa per cui, nel celeberrimo distico manzoniano, risieda la più compiuta sintesi epigrammatica del concetto romantico di nazione: “una d'arme, di lingua, d'altare, / di memorie, di sangue e di cor”. E sul fatto che quel lemma, 'sangue', ratifichi e preconizzi una fondazione della nazione italiana, se non su basi etniche o addirittura razziali, quantomeno su una omogenea e riconoscibile discendenza comune. In altre parole, che questi versi inaugurino solennemente quel cospicuo repertorio retorico che, richiamandosi alla presunta stirpe italica, è servito da corredo ideologico e da armamentario simbolico alle varie forme di nazionalismo italiano che centocinquant'anni di controversa storia unitaria hanno conosciuto.
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospiteUna
Pagine177-192
Numero di pagine16
Stato di pubblicazionePublished - 2013

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