La città contesa. Bianca di Navarra e la lotta per il governo di Siracusa durante il regno di Ferdinando I di Trastámara.

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Abstract

Martino I re di Sicilia, morto senza eredi nel 1409, lascia la moglie Bianca di Navarra vicaria del regno e signora della Camera reginale. Nell’isola si delineano schieramenti contrari all’esercizio dei poteri da parte della regina vedova riguardo entrambi i ruoli, e a capeggiare le lotte è il maestro giustiziere del regno Bernardo Cabrera. Le città del 'dotario' reginale si ribellano contro Bianca poiché intenzionate ad entrare a far parte del demanio regio. La navarrese riesce a riportare all'obbedienza tutti i centri, eccetto Siracusa, con la quale si scontra violentemente sul piano bellico e diplomatico. Ferdinando I - nel 1412 proclamato a Caspe re d'Aragona e di Sicilia - è chiamato a prender posizione, ma decide di assumere un atteggiamento ambiguo garantendo ad entrambe le parti il suo appoggio senza però mai agire concretamente. Al contrario i vicegerenti si schierano apertamente in favore della causa siracusana. Nel 1415 Bianca, sollevata dall'incarico di vicaria, lascia la Sicilia per far ritorno in Navarra, di cui è erede al trono. Formalmente è ancora signora della Camera e si adopera per riscuotere gli introiti di sua pertinenza. Ciò mantiene tesi i rapporti con Siracusa, che non è mai riuscita a governare realmente. La questione si conclude nel 1420, quando Bianca, sposando in seconde nozze Giovanni duca di Peñafiel, non ha più diritto alla Camera reginale, così come previsto dal testamento di Martino I.
Lingua originaleItalian
Numero di pagine2
Stato di pubblicazionePublished - 2012

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TY - GEN

T1 - La città contesa. Bianca di Navarra e la lotta per il governo di Siracusa durante il regno di Ferdinando I di Trastámara.

AU - Orlando, Caterina

PY - 2012

Y1 - 2012

N2 - Martino I re di Sicilia, morto senza eredi nel 1409, lascia la moglie Bianca di Navarra vicaria del regno e signora della Camera reginale. Nell’isola si delineano schieramenti contrari all’esercizio dei poteri da parte della regina vedova riguardo entrambi i ruoli, e a capeggiare le lotte è il maestro giustiziere del regno Bernardo Cabrera. Le città del 'dotario' reginale si ribellano contro Bianca poiché intenzionate ad entrare a far parte del demanio regio. La navarrese riesce a riportare all'obbedienza tutti i centri, eccetto Siracusa, con la quale si scontra violentemente sul piano bellico e diplomatico. Ferdinando I - nel 1412 proclamato a Caspe re d'Aragona e di Sicilia - è chiamato a prender posizione, ma decide di assumere un atteggiamento ambiguo garantendo ad entrambe le parti il suo appoggio senza però mai agire concretamente. Al contrario i vicegerenti si schierano apertamente in favore della causa siracusana. Nel 1415 Bianca, sollevata dall'incarico di vicaria, lascia la Sicilia per far ritorno in Navarra, di cui è erede al trono. Formalmente è ancora signora della Camera e si adopera per riscuotere gli introiti di sua pertinenza. Ciò mantiene tesi i rapporti con Siracusa, che non è mai riuscita a governare realmente. La questione si conclude nel 1420, quando Bianca, sposando in seconde nozze Giovanni duca di Peñafiel, non ha più diritto alla Camera reginale, così come previsto dal testamento di Martino I.

AB - Martino I re di Sicilia, morto senza eredi nel 1409, lascia la moglie Bianca di Navarra vicaria del regno e signora della Camera reginale. Nell’isola si delineano schieramenti contrari all’esercizio dei poteri da parte della regina vedova riguardo entrambi i ruoli, e a capeggiare le lotte è il maestro giustiziere del regno Bernardo Cabrera. Le città del 'dotario' reginale si ribellano contro Bianca poiché intenzionate ad entrare a far parte del demanio regio. La navarrese riesce a riportare all'obbedienza tutti i centri, eccetto Siracusa, con la quale si scontra violentemente sul piano bellico e diplomatico. Ferdinando I - nel 1412 proclamato a Caspe re d'Aragona e di Sicilia - è chiamato a prender posizione, ma decide di assumere un atteggiamento ambiguo garantendo ad entrambe le parti il suo appoggio senza però mai agire concretamente. Al contrario i vicegerenti si schierano apertamente in favore della causa siracusana. Nel 1415 Bianca, sollevata dall'incarico di vicaria, lascia la Sicilia per far ritorno in Navarra, di cui è erede al trono. Formalmente è ancora signora della Camera e si adopera per riscuotere gli introiti di sua pertinenza. Ciò mantiene tesi i rapporti con Siracusa, che non è mai riuscita a governare realmente. La questione si conclude nel 1420, quando Bianca, sposando in seconde nozze Giovanni duca di Peñafiel, non ha più diritto alla Camera reginale, così come previsto dal testamento di Martino I.

UR - http://hdl.handle.net/10447/72991

M3 - Other contribution

SN - 978-84-8380-309-7

ER -