La cacciata dei moriscos e la beatificazione di Ribera

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Abstract

Lo studio dell’espulsione dalla Spagna dei cristiani discendenti dai mori (1609-1614) si intreccia con la questione della figura controversa di Juan de Ribera, arcivescovo di Valencia santificato nel 1960, che in essa ebbe un ruolo di primo piano. Egli esercitò pressioni a favore della misura contro battezzati – compresi minori incolpevoli – su Filippo III e sugli uomini più influenti del governo, quando, tra Cinquecento e Seicento, la Chiesa sembrava muoversi in tutt’altra direzione cercando di favorire la diffusione universale del messaggio cristiano. Nell’accostarsi a questi temi largamente dibattuti nel corso dei seco- li, soprattutto dagli storici spagnoli, Giovanna Fiume ricava una prospettiva peculiare attraverso l’esame della causa di canonizzazione, ricostruita nel confronto della documentazione vaticana con quella prodotta a Valencia (è riportato in Appendice il Memorial dato al Papa dai postulatori della causa). Crocevia tra storia giudiziaria, storia della Chiesa, storia politica e storia delle devozioni e dei culti, il processo di canonizzazione si rivela fonte preziosa e versatile: avviatosi all’indomani della morte di Ribera, mentre, espulsi i moriscos di Valencia, si proseguiva con quelli degli altri regni, fa emergere, accanto alle caratteristiche di una santità discussa – sulla quale si espresse a metà Settecento la stessa Congregazione del Santo Uffizio muovendo al prelato accuse pesanti –, l’intrico delle relazioni internazionali fra Vaticano e Spagna, espressione delle battaglie politiche e dottrinali dell’epoca. A celarsi dietro queste vicende, quasi come deus ex machina, è la ragion di Stato alla quale sembra sottostare persino la gloria degli altari.
Lingua originaleItalian
EditoreMorcelliana
Numero di pagine442
Volume64
ISBN (stampa)978-88-372-2859-0
Stato di pubblicazionePublished - 2014

Cita questo

La cacciata dei moriscos e la beatificazione di Ribera. / Fiume, Giovanna.

Morcelliana, 2014. 442 pag.

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AB - Lo studio dell’espulsione dalla Spagna dei cristiani discendenti dai mori (1609-1614) si intreccia con la questione della figura controversa di Juan de Ribera, arcivescovo di Valencia santificato nel 1960, che in essa ebbe un ruolo di primo piano. Egli esercitò pressioni a favore della misura contro battezzati – compresi minori incolpevoli – su Filippo III e sugli uomini più influenti del governo, quando, tra Cinquecento e Seicento, la Chiesa sembrava muoversi in tutt’altra direzione cercando di favorire la diffusione universale del messaggio cristiano. Nell’accostarsi a questi temi largamente dibattuti nel corso dei seco- li, soprattutto dagli storici spagnoli, Giovanna Fiume ricava una prospettiva peculiare attraverso l’esame della causa di canonizzazione, ricostruita nel confronto della documentazione vaticana con quella prodotta a Valencia (è riportato in Appendice il Memorial dato al Papa dai postulatori della causa). Crocevia tra storia giudiziaria, storia della Chiesa, storia politica e storia delle devozioni e dei culti, il processo di canonizzazione si rivela fonte preziosa e versatile: avviatosi all’indomani della morte di Ribera, mentre, espulsi i moriscos di Valencia, si proseguiva con quelli degli altri regni, fa emergere, accanto alle caratteristiche di una santità discussa – sulla quale si espresse a metà Settecento la stessa Congregazione del Santo Uffizio muovendo al prelato accuse pesanti –, l’intrico delle relazioni internazionali fra Vaticano e Spagna, espressione delle battaglie politiche e dottrinali dell’epoca. A celarsi dietro queste vicende, quasi come deus ex machina, è la ragion di Stato alla quale sembra sottostare persino la gloria degli altari.

KW - conversione musulmani, espulsione moriscos, processo canonizzazione, Juan de Ribera

UR - http://hdl.handle.net/10447/104009

M3 - Book

SN - 978-88-372-2859-0

VL - 64

BT - La cacciata dei moriscos e la beatificazione di Ribera

PB - Morcelliana

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