L’architettura dei luoghi della produzione nella Sicilia del “sogno industriale

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Abstract

Tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, all’innescarsi del fervido e dinamico clima della Belle Époque, la Sicilia, polo periferico europeo in corso di rapido adeguamento alla moderna civiltà industriale, nella volontà di affermazione della propria identità culturale, si proietta verso l’Europa e, percorrendo un percorso parallelo alle moderne capitali europee nella ricerca di un nuovo stile, si allinea all’Art Nouveau, formulando, grazie al clima culturale e professionale che fa capo a Ernesto Basile, la variante del Modernismo siciliano.In questi anni, in cui la borghesia emergente trova proprio nel Modernismo il proprio stile rappresentativo e cerca, trovandola, nella città ottocentesca, con la creazione di palazzi, strade e simboli storico-culturali, una collocazione spaziale all’interno della città, al verificarsi del passaggio dalla struttura di produzione artigianale a quella industriale, le “architetture della produzione”, e non solo gli oggetti prodotti, manifestazione e testimonianza del fervido ambiente culturale e della ricchezza che caratterizzano la Sicilia “moderna” e industriale assurgono ad “eccellenze architettoniche” nel recepire e mutuare la sintassi propria del Modernismo siciliano e declinandola rispetto alle esigenze estetico-funzionali proprie dell’architettura industriale.
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospiteArte e Architettura liberty in Sicilia
Pagine361-370
Numero di pagine10
Stato di pubblicazionePublished - 2008

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