Introduzione a "Mediterraneo 2010. Ostacoli, opportunità, scenari"

Risultato della ricerca: Foreword/postscript

Abstract

Il Mediterraneo è stato per millenni il centro del mondo in cui si incrociavano ed integravano culture e popoli diversi. Culla delle tre religioni monoteiste, per lungo tempo è stato un enorme polo d’attrazione verso cui affluivano le produzioni di altri mondi. Questo suo glorioso passato sembra essere, ormai, un lontano ricordo. Oggi i veri poli d’attrazione si trovano fuori dal Mediterraneo: il mondo arabo, l’Europa unita, lo spazio atlantico. Il Mediterraneo è, piuttosto, il luogo marginale in cui questi poli, fra loro lontani, vengono a contatto. Questo contatto al margine provoca, inevitabilmente, conflitti culturali, scontri politici e disuguaglianze socio-economiche.Il Mare Nostrum appare, ormai, come una linea di demarcazione fra il mondo della ricchezza e quello della povertà, così come tra uno spazio cristiano di laicità e uno spazio islamico spinto da pressioni integraliste. Forti sono i rischi provenienti da quest’area in termini di emigrazione, proliferazione di armi per la distruzione di massa, terrorismo e devastazione ambientale. Rischi che contribuiscono a rendere ancora più instabile l’ intero Bacino mediterraneo e che potrebbero avere, ed in parte hanno già avuto, gravi conseguenze per tutta l’Europa.Proprio per questa situazione di grande instabilità, i Paesi e le Regioni che gravitano sul Mediterraneo sono alla costante ricerca di modelli di coabitazione e cooperazione. In questo senso, l’ Unione Europea ha cercato di stabilire un quadro di cooperazione mediterranea attraverso una serie di iniziative ed accordi con i vari Paesi della sponda Sud.
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospiteMediterraneo 2010. Ostacoli, Opportunità, scenari.
Pagine13-21
Numero di pagine9
Stato di pubblicazionePublished - 2007

Cita questo

Angelini, A. (2007). Introduzione a "Mediterraneo 2010. Ostacoli, opportunità, scenari". In Mediterraneo 2010. Ostacoli, Opportunità, scenari. (pagg. 13-21)