Introdução. O Crime dos Poderosos e os Riscos para a Democrazia

Risultato della ricerca: Foreword/postscript

Abstract

L’ingresso nel sistema transnazionale delle reti criminali non ha lasciato inalterato l’assetto organizzativo di quelle organizzazioni che sono riuscite a realizzarlo contribuendo a diversificare le loro attività e incidendo anche sulla loro immagine pubblica. Aumentano, infatti, le occasioni, le forme e le modalità di reciproca integrazione con la società civile, anche solo in termini di offerta di lavoro e di consumi. Insieme a nuove opportunità di occupazione per criminali professionisti, esse offrono prodotti e servizi ai cittadini. Del resto, l’integrazione con il sistema legale è molto più semplice, laddove si disponga di alleanze solide con il sistema politico ed economico. Nel tempo, le differenti componenti del sistema reticolare convergono sia nelle attività, sia negli strumenti utilizzati, rendendo sempre più difficile la loro separazione e spostando l’utilizzo di mezzi illeciti nel mercato delle transazioni lecite, esternalizzando e dando in appalto l’uso della forza e della violenza: non più esplicita, diretta e visibile, ma sempre più invisibile e indiretta, dal momento che tende ad agire a monte, sul processo di normazione. Oltre alla difficoltà di separare i mercati leciti da quelli illeciti, il nuovo assetto reticolare produce un’altra pericolosa conseguenza: trasferisce sulle attività delle organizzazioni criminali tradizionali quella stessa impunità di cui hanno sempre, storicamente potuto beneficiare i cosiddetti ‘colletti bianchi’, sia per quel che riguarda gli assetti dell’amministrazione della giustizia, sia per quanto attiene al giudizio formulato dalla pubblica opinione.
Lingua originaleUndefined/Unknown
Titolo della pubblicazione ospiteNovas tendências da criminalidade transnacional mafiosa
Pagine55-71
Numero di pagine17
Stato di pubblicazionePublished - 2010

Cita questo

Dino, A. (2010). Introdução. O Crime dos Poderosos e os Riscos para a Democrazia. In Novas tendências da criminalidade transnacional mafiosa (pagg. 55-71)