Interazione tra processi geomorfologici che coinvolgono il suolo e condizioni di rischio geoambientale

Risultato della ricerca: Other

Abstract

Lo studio dei fenomeni di instabilità superficiale risulta di particolare interesse in quanto molto spesso tale tipologia di dissesto produce gravi danni alle strutture antropiche e, talvolta, anche perdite di vite umane. Nonostante la modesta massa di terreno mobilizzata, queste frane possiedono una elevata pericolosità dovuta principalmente alla loro forza d’urto; i danni più frequenti riguardano le strade ed i relativi muri in calcestruzzo o in pietra che subiscono forti spinte laterali che ne provocano il ribaltamento. In alcuni casi possono causare anche gravi lesioni agli edifici, sfondando i muri posti sulla traiettoria della massa in movimento, provocando anche delle vittime; esempi in tal senso si sono verificati nell’Alessandrino nel 1977, in Valtellina nel 1983, a Sarno nel 1998 e, più recentemente, nell’area della costa ionica del messinese durante l’evento alluvionale del I ottobre 2009. Molteplici sono state le conseguenze di quest’ultimo evento; si è trattato, prevalentemente, dell’innesco quasi simultaneo di numerosissime frane di fluidificazione nelle coperture che, incanalandosi lungo la rete idrografica, hanno dato origine a delle colate fangoso – detritiche dall’elevato potere distruttivo.Non è trascurabile, poi, l’importanza che tali fenomeni di dissesto rivestono nell’ambito dell’uso del suolo a fini agricoli e forestali. Da ciò scaturisce l’importanza della definizione di modelli capaci di cogliere gli aspetti essenziali dei processi che governano i fenomeni di instabilità superficiale e, a tale scopo, risulta fondamentale l’identificazione dei loro fattori predisponenti e delle cause innescanti, non prima di averne individuato gli elementi che li caratterizzano al fine di differenziarli dagli altri processi geomorfologici.
Lingua originaleItalian
Numero di pagine1
Stato di pubblicazionePublished - 2010

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