INFLUENZA DELL’ATEROSCLEROSI CAROTIDEA PRECLINICA SUGLI EVENTI CEREBRO- E CARDIOVASCOLARI IN 5 ANNI DI FOLLOW-UP.INFLUENCE OF PRECLINICAL CAROTID ATHEROSCLEROSIS ON CEREBRO- AND CARDIOVASCULAR EVENTS IN A FIVE YEARS FOLLOW-UP

Giuseppina Novo, Salvatore Novo, Egle Corrado, Giuseppe Coppola, Ida Maria Muratori

Risultato della ricerca: Articlepeer review

Abstract

Introduzione: numerosi studi hanno utilizzato la valutazione dello spessore intima-media carotideo(IMT) come marker di aterosclerosi (ATS) preclinica ed è stato ampiamente dimostrato che l’IMT correlacon la presenza di ATS coronarica ed è predittivo di eventi sia cardio- che cerebrovascolari.Scopo dello studio: valutare se in soggetti asintomatici la presenza di ATS carotidea preclinica,ispessimento medio intimale carotideo (IMT) e placca carotidea asintomatica (PCA), aggiunga ulterioriinformazioni nella stratificazione del rischio permettendo di individuare soggetti che potrebberobeneficiare di un trattamento più aggressivo, anche farmacologico, dei fattori di rischiopresenti.Materiali e Metodi: abbiamo studiato una popolazione selezionata di 454 soggetti, con età mediadi 57+/-10 anni, e con più fattori di rischio cardiovascolare (FR), asintomatici per malattie cardiovascolari.Tutti i soggetti sono stati sottoposti ad un’anamnesi clinica e farmacologica ed ad un attentoesame obiettivo, con valutazione dei FR più comuni, e ad un prelievo venoso per la valutazionedell’assetto lipidico e della glicemia a digiuno. Tutti i soggetti sono stati sottoposti ad esame ultrasonograficodelle arterie carotidi per la valutazione dell’IMT o di PCA. Abbiamo quindi calcolato perogni soggetto il RCVG, utilizzando come sistema di stratificazione del rischio il punteggio del ProgettoCuore; 422 soggetti presentavano un RCVG < 20%. I soggetti hanno effettuato un follow-up di 5anni, con analisi degli eventi cardio- e cerebrovascolari, fatali e non fatali, considerando come endpointla morte cardiovascolare, la morte improvvisa, l’infarto del miocardio non fatale, il TIA, l’ictusnon fatale e gli interventi di rivascolarizzazione coronarica o periferica, con angioplastica o con chirurgia.Risultati: durante il follow-up abbiamo riscontrato un’incidenza di eventi, fatali e non fatali, del 15%nei soggetti con PCA, del 13% nei soggetti con IMT carotideo e dell’8% nei soggetti con carotidinormali.Conclusioni: in una popolazione selezionata, con età media di 57+/-10 anni e con un cluster di FR,la presenza di ATS carotidea preclinica potrebbe essere considerata un marker di rischio aggiuntivo;infatti, nei soggetti con aumento dell’IMT o presenza di PCA e rischio intermedio/basso, abbiamoevidenziato un rischio di eventi CV a 5 anni del 13% e del 15% rispettivamente, rispetto all’8% deisoggetti con carotidi normali, con un aumento del RR di eventi rispettivamente del 62,5% edell’87,5% per la stessa categoria di rischio.In conclusione, in soggetti con età media di 57+/- 10 anni, con un cluster di FR cardiovascolari eRCVG < 20%, la valutazione dell’IMT carotideo permette di individuarne alcuni nei quali è auspicabileun trattamento più intensivo dei fattori di rischio modificabili.
Lingua originaleItalian
Numero di pagine9
RivistaGIORNALE ITALIANO DI CARDIOLOGIA PRATICA
Volume2009
Stato di pubblicazionePublished - 2009

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