INDICATORI PER LA VALUTAZIONE DELL'APPROPRIATEZZA DEL PERCORSO NASCITA

Risultato della ricerca: Other

Abstract

Introduzione:La gravidanza, il parto ed il puerperio sono eventi fisiologici che possono talvolta complicarsi in modo non prevedibile e con conseguenze gravi per la donna, per il nascituro e per il neonato. Gli standard nazionali prevedono la razionalizzazione/riduzione progressiva dei punti nascita con numero di parti inferiore a 1000/anno, e l'abbinamento per pari complessità di attività delle UU.OO. ostetrico-ginecologiche con quelle neonatologiche/pediatriche, riconducendo a due i precedenti tre livelli assistenziali. I punti nascita privi di una copertura di guardia medico-ostetrica, anestesiologica e medico pediatrica attiva h 24, o di risorse umane e di attrezzature adeguate non dovrebbero prendere in carico nascite a rischio. Anche il trasferimento del neonato subito dopo la nascita, in presenza di condizioni predittive di rischio per il neonato al momento del parto, rappresenta un indicatore di cattiva gestione del percorso clinico.Obiettivi: Valutare l’appropriatezza del percorso nascita e la gestione delle fasi assistenziali nelle prime ore dalla nascita con riferimento ai “neonati a rischio”.Metodi: Come caso studio vengono analizzati i dati desunti dal Certificato di Assistenza al Parto (CedAP) e dalle Schede di Dimissione Ospedaliera (SDO). E' stata condotta quindi un'analisi di tipo descrittivo sui volumi dei nati a rischio e trasferiti entro tre giorni dalla nascita per livello di complessità di struttura. La definizione di neonato a rischio viene determinata sulla base di alcuni criteri, basati su: età gestazionale, peso alla nascita, SGA (Small for Gestational Age), età della madre e gravidanza plurima, con valori del rischio definiti da 0 a 3 (nessun fattore di rischio tra quelli selezionati, un fattore, due fattori, oltre due). Tramite processi di record linkage deterministico e probabilistico tra dati desunti da fonte CedAP e SDO, vengono analizzati alcuni aspetti legati alla gestione del neonato a rischio in termini di trasferimenti tra tipologie di strutture ospedaliere, anche alla luce della recente normativa regionale. Risultati: Nel 2013 nella Regione Sicilia sono stati osservati 8.871 (20,3%) parti di neonati con almeno un fattore di rischio tra quelli selezionati. La percentuale di linkage tra CedAP ed almeno una delle due SDO (madre o bambino) è risultata pari al 97.2%. Degli 8.324 neonati a rischio linkati con il flusso SDO, ben il 34,6% è risultato ancora assistito in un punto nascita non di II livello. La percentuale di nati trattati in centri di II livello aumenta all’aumentare del livello di rischio, con valori pari al 75% per neonati con due fattori di rischio e del 78% per neonati con almeno tre fattori di rischio. Con riferimento ai trasferimenti entro tre giorni dalla nascita, dei 568 trasferimenti, il 14.9 % è stato trasferito da punti nascita di II livello, ed il 73.9% da strutture di I livello, mentre l’11% di trasferimenti ha interessato le altre strutture. Conclusioni: L'analisi condotta consente di valutare l'appropriatezza del percorso nascita attraverso alcuni indicatori riguardanti la gestione dei neonati a rischio all'interno della rete assistenziale regionale. Gli indicatori analizzati costituiscono pertanto un utile strumento da impiegare all'interno di programmi di valutazione della qualità dell'assistenza alla gravidanza e al parto.
Lingua originaleItalian
Pagine224-224
Numero di pagine1
Stato di pubblicazionePublished - 2015

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TY - CONF

T1 - INDICATORI PER LA VALUTAZIONE DELL'APPROPRIATEZZA DEL PERCORSO NASCITA

AU - Ferrante, Mauro

PY - 2015

Y1 - 2015

N2 - Introduzione:La gravidanza, il parto ed il puerperio sono eventi fisiologici che possono talvolta complicarsi in modo non prevedibile e con conseguenze gravi per la donna, per il nascituro e per il neonato. Gli standard nazionali prevedono la razionalizzazione/riduzione progressiva dei punti nascita con numero di parti inferiore a 1000/anno, e l'abbinamento per pari complessità di attività delle UU.OO. ostetrico-ginecologiche con quelle neonatologiche/pediatriche, riconducendo a due i precedenti tre livelli assistenziali. I punti nascita privi di una copertura di guardia medico-ostetrica, anestesiologica e medico pediatrica attiva h 24, o di risorse umane e di attrezzature adeguate non dovrebbero prendere in carico nascite a rischio. Anche il trasferimento del neonato subito dopo la nascita, in presenza di condizioni predittive di rischio per il neonato al momento del parto, rappresenta un indicatore di cattiva gestione del percorso clinico.Obiettivi: Valutare l’appropriatezza del percorso nascita e la gestione delle fasi assistenziali nelle prime ore dalla nascita con riferimento ai “neonati a rischio”.Metodi: Come caso studio vengono analizzati i dati desunti dal Certificato di Assistenza al Parto (CedAP) e dalle Schede di Dimissione Ospedaliera (SDO). E' stata condotta quindi un'analisi di tipo descrittivo sui volumi dei nati a rischio e trasferiti entro tre giorni dalla nascita per livello di complessità di struttura. La definizione di neonato a rischio viene determinata sulla base di alcuni criteri, basati su: età gestazionale, peso alla nascita, SGA (Small for Gestational Age), età della madre e gravidanza plurima, con valori del rischio definiti da 0 a 3 (nessun fattore di rischio tra quelli selezionati, un fattore, due fattori, oltre due). Tramite processi di record linkage deterministico e probabilistico tra dati desunti da fonte CedAP e SDO, vengono analizzati alcuni aspetti legati alla gestione del neonato a rischio in termini di trasferimenti tra tipologie di strutture ospedaliere, anche alla luce della recente normativa regionale. Risultati: Nel 2013 nella Regione Sicilia sono stati osservati 8.871 (20,3%) parti di neonati con almeno un fattore di rischio tra quelli selezionati. La percentuale di linkage tra CedAP ed almeno una delle due SDO (madre o bambino) è risultata pari al 97.2%. Degli 8.324 neonati a rischio linkati con il flusso SDO, ben il 34,6% è risultato ancora assistito in un punto nascita non di II livello. La percentuale di nati trattati in centri di II livello aumenta all’aumentare del livello di rischio, con valori pari al 75% per neonati con due fattori di rischio e del 78% per neonati con almeno tre fattori di rischio. Con riferimento ai trasferimenti entro tre giorni dalla nascita, dei 568 trasferimenti, il 14.9 % è stato trasferito da punti nascita di II livello, ed il 73.9% da strutture di I livello, mentre l’11% di trasferimenti ha interessato le altre strutture. Conclusioni: L'analisi condotta consente di valutare l'appropriatezza del percorso nascita attraverso alcuni indicatori riguardanti la gestione dei neonati a rischio all'interno della rete assistenziale regionale. Gli indicatori analizzati costituiscono pertanto un utile strumento da impiegare all'interno di programmi di valutazione della qualità dell'assistenza alla gravidanza e al parto.

AB - Introduzione:La gravidanza, il parto ed il puerperio sono eventi fisiologici che possono talvolta complicarsi in modo non prevedibile e con conseguenze gravi per la donna, per il nascituro e per il neonato. Gli standard nazionali prevedono la razionalizzazione/riduzione progressiva dei punti nascita con numero di parti inferiore a 1000/anno, e l'abbinamento per pari complessità di attività delle UU.OO. ostetrico-ginecologiche con quelle neonatologiche/pediatriche, riconducendo a due i precedenti tre livelli assistenziali. I punti nascita privi di una copertura di guardia medico-ostetrica, anestesiologica e medico pediatrica attiva h 24, o di risorse umane e di attrezzature adeguate non dovrebbero prendere in carico nascite a rischio. Anche il trasferimento del neonato subito dopo la nascita, in presenza di condizioni predittive di rischio per il neonato al momento del parto, rappresenta un indicatore di cattiva gestione del percorso clinico.Obiettivi: Valutare l’appropriatezza del percorso nascita e la gestione delle fasi assistenziali nelle prime ore dalla nascita con riferimento ai “neonati a rischio”.Metodi: Come caso studio vengono analizzati i dati desunti dal Certificato di Assistenza al Parto (CedAP) e dalle Schede di Dimissione Ospedaliera (SDO). E' stata condotta quindi un'analisi di tipo descrittivo sui volumi dei nati a rischio e trasferiti entro tre giorni dalla nascita per livello di complessità di struttura. La definizione di neonato a rischio viene determinata sulla base di alcuni criteri, basati su: età gestazionale, peso alla nascita, SGA (Small for Gestational Age), età della madre e gravidanza plurima, con valori del rischio definiti da 0 a 3 (nessun fattore di rischio tra quelli selezionati, un fattore, due fattori, oltre due). Tramite processi di record linkage deterministico e probabilistico tra dati desunti da fonte CedAP e SDO, vengono analizzati alcuni aspetti legati alla gestione del neonato a rischio in termini di trasferimenti tra tipologie di strutture ospedaliere, anche alla luce della recente normativa regionale. Risultati: Nel 2013 nella Regione Sicilia sono stati osservati 8.871 (20,3%) parti di neonati con almeno un fattore di rischio tra quelli selezionati. La percentuale di linkage tra CedAP ed almeno una delle due SDO (madre o bambino) è risultata pari al 97.2%. Degli 8.324 neonati a rischio linkati con il flusso SDO, ben il 34,6% è risultato ancora assistito in un punto nascita non di II livello. La percentuale di nati trattati in centri di II livello aumenta all’aumentare del livello di rischio, con valori pari al 75% per neonati con due fattori di rischio e del 78% per neonati con almeno tre fattori di rischio. Con riferimento ai trasferimenti entro tre giorni dalla nascita, dei 568 trasferimenti, il 14.9 % è stato trasferito da punti nascita di II livello, ed il 73.9% da strutture di I livello, mentre l’11% di trasferimenti ha interessato le altre strutture. Conclusioni: L'analisi condotta consente di valutare l'appropriatezza del percorso nascita attraverso alcuni indicatori riguardanti la gestione dei neonati a rischio all'interno della rete assistenziale regionale. Gli indicatori analizzati costituiscono pertanto un utile strumento da impiegare all'interno di programmi di valutazione della qualità dell'assistenza alla gravidanza e al parto.

UR - http://hdl.handle.net/10447/158904

UR - http://aie.volanet.it/wp-content/uploads/2015/06/libro-abstract-xxxix-congresso-aie.pdf

M3 - Other

SP - 224

EP - 224

ER -