Impiego del sofosbuvir nel trattamento del virus da epatite C, in pazienti ospedalizzati presso l’Istituto Mediterraneo per i trapianti e terapie ad alta specializzazione di Palermo

Risultato della ricerca: Meeting Abstract

Abstract

Introduzione: L’epatiteC è stata generalmente trattata con PEGinterferoneassociato alla Ribavirina per un periodo di 24-48 settimane infunzione del genotipo. L’Azienda Gilead ha sviluppato un antivirale peril trattamento dell’infezione cronica da HCV: il Sofosbuvir GS-7977.L’ISMETT di Palermo ha avviato nel 2014 l’utilizzo per i propri pazienti.Il farmaco verrà fornito gratuitamente dalla stessa azienda farmaceuticagrazie al DM 8/5/2003.Materiali e Metodi: Sono state valutate le cartelle cliniche informatizzatee condotta una ricognizione bibliografica su Pubmed e bancadatiAIFA.Risultati: I candidati al trattamento con Sofosbuvir sono pazienti concirrosi epatica HCV+ in lista d’attesa per trapianto e pazienti con ricorrenzadi epatite HCV+ dopo trapianto di fegato. Presso l’ISMETT diPalermo 36 sono i pazienti in trattamento con Sofosbuvir 30 maschie 6 femmine di età media 56 anni. 12 pazienti in lista d’attesa per iltrapianto di fegato; 24 in post-trapianto. Non sono stati riscontrati adoggi effetti collaterali attribuibili al Sofosbuvir ; invece si sono verificati2 casi di anemia dovuti a Ribavirina, rientrati in seguito alla riduzionedel dosaggio.Conclusioni: L’utilizzo dei nuovi farmaci con attività diretta contro l’epatiteC, di cui il Sofosbuvir è il primo ad essere introdotto nell’uso inItalia, consente di raggiungere la completa guarigione dall’infezionein oltre il 90% dei pazienti trattati. Si tratta di farmaci in genere bentollerati assunti per os per periodi brevi. Il principale ostacolo all’utilizzosu ampia scala è rappresentato dal costo elevato.
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)117-117
Numero di pagine1
RivistaItalian Journal of Medicine
Volume9
Stato di pubblicazionePublished - 2015

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