Il valore dell’alta statura: spunti di riflessione sulla proceritas nelle rappresentazioni storiche romane

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Abstract

Il contributo è dedicato all’impiego iconografico della proceritas, l’alta statura, nell’arte ufficialeromana. Per indicarne l’importanza, già nella pittura funeraria etrusca è noto l’usodi raffigurare personaggi diversamente dimensionati. Nell’arte romana tale fenomeno è benconosciuto nelle produzioni private mentre è più raro sui monumenti pubblici. In questo tipodi opere e in analogia al suo significato in Etruria, la proceritas ha la funzione di metterein risalto una particolare figura. Così nel rilievo che decora l’Ara Pacis Augusto è leggermentepiù alto delle persone che lo circondano. Allo stesso modo sul cosiddetto Altare delBelvedere conservato ai Musei Vaticani il princeps è raffigurato più alto rispetto agli altripersonaggi scolpiti nel rilievo. L’impiego della proceritas sui monumenti pubblici divienepiù consueto a partire da Traiano. Secondo l’autore tale espediente, pur non essendo sempreimpiegato, non indicava solo le differenze di rango, ma poteva servire per altri scopi, in primoluogo di natura compositiva. Nei rilievi raffiguranti la sottomissione dei nemici di Romaesso aveva inoltre una funzione celebrativa, rendendo più evidente il divario tra vincitoree vinto. Un vero e proprio impiego sistematico della proceritas avvenne solo nell’età diCostantino, quando l’alta statura dell’imperatore costituì un topos comune a scultura e letteraturaencomiastica.
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)173-197
Numero di pagine25
RivistaNUMISMATICA E ANTICHITÀ CLASSICHE
Volume47
Stato di pubblicazionePublished - 2018

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