Il ritratto più importante. Libri, biblioteche, lettori nella poesia dall'esilio di Ovidio

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Abstract

Nell’elegia 1.7 dei "Tristia", la prima raccolta di versi che Ovidio mette insieme dopo la condanna alla relegazione a Tomi, sul mar Nero, il poeta istituisce una relazione speciale e molto significativa tra la sua "imago", il ritratto, i suoi libri, e i luoghi in cui le opere letterarie sono ospitate, le biblioteche. In un certo senso, invita a riflettere sulla funzione dei "volumina", sulle opere ovidiane che i “libri” contengono e mettono in circolo come spazio della memoria e di dialogo con gli autori. L’elegia di Ovidio esule ha il pregio di mettere sotto la lente tutti questi fenomeni, e di farli interagire con un elemento che crea una tensione interessante nel rapporto con tutti gli altri: il ritratto dell’autore.
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospiteLo spazio dei libri. Costruzione del sé, rappresentazione immaginaria, forma architettonica, incontro con l’altro
Pagine17-34
Numero di pagine18
Stato di pubblicazionePublished - 2021

Serie di pubblicazioni

NomeGENERAZIONI LETTERATURA E ALTRI SAPERI

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