Il riparto di competenze tra l’Unione europea e gli Stati: ossificazione o fluidità

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Abstract

La riforma dei Trattati modifica il riparto di competenze tra l’Unione europea e gli Stati membri? Il sistema diviene chiuso e rigido? Ne deriva una dequotazione dell’ordinamento europeo? L’ipotesi di lavoro del presente commento è che, al di là degli accenti retorici, il meccanismo di riparto è rimasto flessibile e, quindi, immutato in profondità. L’allocazione delle competenze scaturirà ancora dall’interazione tra governi (Consiglio), Commissione, Parlamento europeo, Corte di giustizia e, ora anche, parlamenti nazionali. Pericoli per l’integrazione non si celano tanto nelle modifiche ai trattati, quanto nei mutamenti dell’ethos europeo indotti da pronunce come quella della Corte costituzionale tedesca in occasione della ratifica del Trattato di Lisbona
Lingua originaleItalian
Numero di pagine5
RivistaGIORNALE DI DIRITTO AMMINISTRATIVO
Volume3
Stato di pubblicazionePublished - 2010

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