Il progetto come pratica del necessario

Risultato della ricerca: Foreword/postscript

Abstract

La presentazione sviluppa un ragionamento sulla pratica del progetto nei contesti naturali. Le città, i luoghi ibridi e contaminati del presente rappresentano nuovi inestricabili labirinti in cui tentiamo ogni giorno di elaborare una certa idea del mondo. Il paesaggio naturale è sì punto di fuga dall’eccesso di artificio, ma costituisce un sistema entro cui è possibile trovare nuovi equilibri e nuove forme, da cui ripartire per ricercare la sapienza e la misura dell’abitare. Per questo, "Abitare l’inabitabile" costituisce il racconto breve ma efficace di un doppio percorso. Da una parte quello che conduce al luogo in cui sperimentare la consapevolezza del sé; dall’altra quello che da esso prende l’avvio per costruirvi la poetica dell’architettura.
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospiteAbitare l’inabitabile. Piccole architetture per il fiume Platani
Pagine6-7
Numero di pagine2
Stato di pubblicazionePublished - 2016

Serie di pubblicazioni

NomeinComposizione

Cita questo

Tuzzolino, G. F. (2016). Il progetto come pratica del necessario. In Abitare l’inabitabile. Piccole architetture per il fiume Platani (pagg. 6-7). (inComposizione).

Il progetto come pratica del necessario. / Tuzzolino, Giovanni Francesco.

Abitare l’inabitabile. Piccole architetture per il fiume Platani. 2016. pag. 6-7 (inComposizione).

Risultato della ricerca: Foreword/postscript

Tuzzolino, GF 2016, Il progetto come pratica del necessario. in Abitare l’inabitabile. Piccole architetture per il fiume Platani. inComposizione, pagg. 6-7.
Tuzzolino GF. Il progetto come pratica del necessario. In Abitare l’inabitabile. Piccole architetture per il fiume Platani. 2016. pag. 6-7. (inComposizione).
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TY - CHAP

T1 - Il progetto come pratica del necessario

AU - Tuzzolino, Giovanni Francesco

PY - 2016

Y1 - 2016

N2 - La presentazione sviluppa un ragionamento sulla pratica del progetto nei contesti naturali. Le città, i luoghi ibridi e contaminati del presente rappresentano nuovi inestricabili labirinti in cui tentiamo ogni giorno di elaborare una certa idea del mondo. Il paesaggio naturale è sì punto di fuga dall’eccesso di artificio, ma costituisce un sistema entro cui è possibile trovare nuovi equilibri e nuove forme, da cui ripartire per ricercare la sapienza e la misura dell’abitare. Per questo, "Abitare l’inabitabile" costituisce il racconto breve ma efficace di un doppio percorso. Da una parte quello che conduce al luogo in cui sperimentare la consapevolezza del sé; dall’altra quello che da esso prende l’avvio per costruirvi la poetica dell’architettura.

AB - La presentazione sviluppa un ragionamento sulla pratica del progetto nei contesti naturali. Le città, i luoghi ibridi e contaminati del presente rappresentano nuovi inestricabili labirinti in cui tentiamo ogni giorno di elaborare una certa idea del mondo. Il paesaggio naturale è sì punto di fuga dall’eccesso di artificio, ma costituisce un sistema entro cui è possibile trovare nuovi equilibri e nuove forme, da cui ripartire per ricercare la sapienza e la misura dell’abitare. Per questo, "Abitare l’inabitabile" costituisce il racconto breve ma efficace di un doppio percorso. Da una parte quello che conduce al luogo in cui sperimentare la consapevolezza del sé; dall’altra quello che da esso prende l’avvio per costruirvi la poetica dell’architettura.

UR - http://hdl.handle.net/10447/219047

M3 - Foreword/postscript

SN - 978-88-98115-15-0

T3 - inComposizione

SP - 6

EP - 7

BT - Abitare l’inabitabile. Piccole architetture per il fiume Platani

ER -