Il principio metodologico assente. Perché i giudici non sembrano argomentare in modo sufficientemente razionale e perché, invece, dovrebbero farlo

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Abstract

In questo lavoro sosterrò due tesi. La prima è che non sembra possibile ricostruire il contenuto (di molte) delle motivazioni giudiziali elaborate in molti Stati Costituzionali come una catena di argomenti logicamente corretta. Se, infatti, teniamo conto degli argomenti normalmente addotti nelle sentenze, dei cosiddetti livelli espliciti della motivazione giudiziale, spesso nella giustificazione esterna della premessa maggiore del sillogismo decisionale manca una premessa normativa di carattere generale (che possa, ovviamente, giustificare in modo corretto la premessa maggiore medesima, e “a fortiori” il dispositivo). La seconda tesi che sosterrò è che solo in presenza di certe condizioni i giudici potrebbero verosimilmente, e dovrebbero, elaborare motivazioni giudiziali che siano, da questo punto di vista, logicamente o razionalmente corrette. In this work, I will defend two thesis. First, it seems not possible to reconstruct the content of many judicial motivations, elaborated in many Constitutional States, as a chain of arguments which is logically o rationally correct. The reason is that there is not often a general and normative premise in the external justification of the major premise of decisional syllogism. Secondly, I will argue that the judicial motivation, under certain conditions, could likely be and should be logically or rationally justified.
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)459-482
Numero di pagine24
RivistaRagion Pratica
Volume37, 2011
Stato di pubblicazionePublished - 2011

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