Il pranzo è servito

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Abstract

Dipingere il cibo è pratica apparentemente bizzarra. Lo scopo delle arti sembrerebbedestinato a questioni più pregnanti, alla celebrazione del mito, alla voglia primaria di fermare la storia e di documentarne l'eccezionalità, di ritrarre la figura dei suoi protagonisti, le loro gesta o le battaglie da loro compiute o prese in esempio.La pittura cerca di fermare l'attimo fuggente, lo coglie per consegnarlo all'eternità. Oppure dipinge la natura morta o silente come "memento mori", come riflessione sul dramma della vita. Soggetti questi che sono l'opposto del pittura del cibo. Il cibo è ripetitivo, non appartiene alle categorie delle unicità chestimolano la magia delle arti. L’unica cena degna di rappresentazione doveva essere quella del Cenacolo di Cristo. Eppure l'esaltazione del cibo torna regolarmente in momenti particolari della storia della nostra civiltà.
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)3-3
Numero di pagine1
RivistaART E DOSSIER
Volumerivista n°310
Stato di pubblicazionePublished - 2014

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