Il pensiero del padre. Emulazione, obbedienza, processi di identificazione tra i giovani che vivono in famiglie di mafia

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Abstract

Stabilire univocamente cosa sia o non sia mafia individuando appartenenze o esclusioni, identità o differenze rispetto a un modello non esaustivamente definito ormai anche sotto il profilo giuridico – è opera ben complicata; ancor più complesso è delimitare – anche solo un punto di vista teorico – ciò a cui ci vuol riferire parlando di “minori coinvolti nella criminalità mafiosa”. Ci si riferisce a quei minori che prestano i loro servigi alla mafia? O il termine va esteso a tutti i minori che vivono in contesti mafiosi? Bisogna soffermasi ad analizzare la vita dei figli dei mafiosi, studiando eventuali strategie di prevenzione rispetto alla possibile affiliazione per ereditarietà? O è più opportuno circoscrivere l’attenzione solo sui giovani che, appartenendo ad un contesto mafioso, ne condividono – con le loro azioni – finalità e strumenti? E come considerare la posizione di quei minori che pur non facendo parte del sodalizio sono inseriti in bande o organizzazioni criminali che incrociano gli affari della mafia nei territori in cui essi agiscono?
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospiteSvincolarsi dalle Mafie. Pratiche educative con i minori coinvolti nella criminalità organizzata
Pagine45-72
Numero di pagine28
Stato di pubblicazionePublished - 2011

Serie di pubblicazioni

NomeQuaderni dell’Osservatorio sulla devianza Minorile in Europa. Dipartimento per la Giustizia Minorile. Centro Europeo di Studi Nisida

Cita questo

Dino, A. (2011). Il pensiero del padre. Emulazione, obbedienza, processi di identificazione tra i giovani che vivono in famiglie di mafia. In Svincolarsi dalle Mafie. Pratiche educative con i minori coinvolti nella criminalità organizzata (pagg. 45-72). (Quaderni dell’Osservatorio sulla devianza Minorile in Europa. Dipartimento per la Giustizia Minorile. Centro Europeo di Studi Nisida).