Il linguaggio degli uccelli: Aristotele e lo specifico fonetico del linguaggio umano

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Abstract

A partire da Pagliaro e Belardi, padri fondatori degli studi italiani di fonetica greca, prevale la convinzione che lo specifico del linguaggio umano non si trovi su base fonetica. Spcifico del linguaggio sarebbe 'non la fonicità nè l'articolazione ma la funzione simbolica. Attraverso l'analisi minuziosa delle opere di Aristotele, il contributo si propone di sfatare questo mito. L'analisi è condotta sul linguaggio degli uccelli, in confronto al linguaggio fonetico umano. Il risultato è che, per quanto gli uccelli siano capaci come gli uomini di produrre voce articolata (dialektos) è questo è importanti a livello di continuità fra le specie e come smentita dell'antropocentrismo, il linguaggio fonetico degli uccelli è notevolmente più povero; e ciò, non solo a livello di povertà di fonemi, ma soprattutto per carenza di organizzazione prosodica fine, come quella che sovraintende alla formazione di sillabe complesse. Il risultato è che lo specifico del linguaggio umano può rinvenersi già su base fonetica. Non si tratta tuttavia dell'articolazione, ma dell'organizzazione prosodica.
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospiteLinguistica impura. Dieci saggi di filosofia del linguaggio fra storia e teoria
Numero di pagine19
Stato di pubblicazionePublished - 1996

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Laspia, P. (1996). Il linguaggio degli uccelli: Aristotele e lo specifico fonetico del linguaggio umano. In Linguistica impura. Dieci saggi di filosofia del linguaggio fra storia e teoria