Il fine dell'azione delittuosa

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Abstract

Si tratta della tesi di laurea del magistrato Paolo Borsellino discussa nella Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Palermo nell'anno acc. 1961-62.il lavoro si colloca nel filone di studi che in Italia a partire dalla metà del secolo scorso fiorisce intorno alla rivisitazione della teoria del reato alla luce della teoria finalistica dell’azione. Borsellino, preferisce un angolo visuale caratterizzato da una relazione più diretta con questioni interpretative dei c.d reati a dolo specifico, nei quali un particolare fine connota la rilevanza penale di una condotta. Si tratta di un elemento che si caratterizza rispetto al normale dolo come componente generale dei reati che richiedono un tale elemento soggettivo, perché nel caso del dolo specifico per integrare la condotta illecita non è necessario che il fine a cui mira l’agente si realizzi effettivamente nel mondo esterno in cui si producono gli effetti dell’intervento del soggetto. L’analisi si sviluppa in relazione a singoli reati o gruppi di reati: dai maltrattamenti in famiglia alla diffamazione, dalla emissione di assegno a vuoto fino ai reati contro il patrimonio ed ai reati di sciopero.
Lingua originaleItalian
EditoreGiuffrè
ISBN (stampa)88-14-15759-6
Stato di pubblicazionePublished - 2011

Serie di pubblicazioni

NomeUniversità di Palermo Facoltà di Giurisprudenza, n. 25

Cita questo

Militello, V. (2011). Il fine dell'azione delittuosa. (Università di Palermo Facoltà di Giurisprudenza, n. 25). Giuffrè.