Il deficit democratico dell'Unione Europea

Bellamy, R

Risultato della ricerca: Other contribution

Abstract

Le critiche riguardanti il deficit democratico dell'UE si sono concentrate sull'assenza di un demos europeo e sui limiti intrinseci degli assetti istituzionali comunitari. Recentemente il dibattito è stato rinvigorito da due approcci al problema che sfidano le basi su cui poggiano queste argomentazioni convenzionali. Quello che io chiamo la versione 'orientata ai diritti' suggerisce che sebbene un modello di democrazia a livello europeo può funzionare, richiede comunque come fondamento una qualche forma di identità europea. All'opposto abbiamo la versione che io chiamo 'orientata all'interesse pubblico' la quale ritiene che nell'operare di molti stati la responsabilità democratica riveste un ruolo di secondaria importanza. Inizio il lavoro con l'esplicazione della natura del disaccordo esistente su diritti ed interesse pubblico e sul ruolo che le pratiche democratiche possono avere nel risolverlo. Discuto poi brevemente se le pratiche democratiche a livello europeo posseggono le qualità normative necessarie a svolgere i ruoli che ricoprono a livello di stati membri. Successivamente considero in dettaglio i meriti della concezione democratica europea nella prospettiva post-nazionale orientata ai diritti e quelli della democrazia delegata suggerita dagli approcci basati sull' interesse pubblico. La mia conclusione è che risultano entrambi insoddisfacenti e ciò contribuisce a lasciare il deficit democratico una questione aperta.
Lingua originaleItalian
Stato di pubblicazionePublished - 2009

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