I testi dell'analogia: introduzione alla prima edizione americana de "L'architetettura della città" di Aldo Rossi

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Abstract

La tradizione dell’architetto-scrittore ha molti precedenti nella storia dell’architettura italiana. Dal Rinascimento all’Ottocento era caratteristica di certi architetti il presentare le loro idee in forma di trattati sistematici. Sul modello di Vitruvio, Alberti produsse il modello rinascimentale per tale tipo di scrittura. Fu seguito dalla trattatistica di Serlio e Palladio. Serlio compose una serie di volumi che costituirono veri e propri manuali per l’architettura, iniziando dall’edificio antico sino ad arrivare a riflessioni su lavori futuri non ancora realizzati. La rilevanza di tali progetti non costruiti, destinati a diventare più importanti dei modesti progetti effettivamente realizzati, più che progetti specifici riguarda il fatto che divennero modelli per molti dei tipi a cui Palladio avrebbe fatto riferimento. Palladio scrisse i Quattro Libri dieci anni prima della sua morte, come una specie di riassunto della sua vita. Quei libri contengono il ridisegno dei suoi progetti e delle sue opere, servendo quindi come registro delle sue intenzioni tanto quanto del suo lavoro reale. Sia nel disegnare rovine romane sia nel ridisegnare i propri progetti, Palladio era interessato più che altro alla derivazione, invenzione e distorsione delle tipologie a partire da modelli esistenti. L’idea di una relazione reciproca tra disegnare e scrivere divenne così parte integrante della tradizione architettonica.
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospiteMemoria, Identità, Luogo. Il progetto della memoria.
Pagine77-98
Numero di pagine22
Stato di pubblicazionePublished - 2012

Serie di pubblicazioni

NomePOLITECNICA

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