I giardini siciliani nella storia www.giardinisiciliani.it

Risultato della ricerca: Other contribution

Abstract

Il sito e la logica conclusione di una ricerca chenasce dalla volontà di mettere a disposizione delle attività produttive la risorsa “giardino” e, dunque, dalla necessità di capire in quali termini detta risorsa possa effettivamente essere usata a questo scopo. Ma si è, anche, pensato che ai destinatari principali se ne potessero affiancare altri: i gestori degli enti locali, per esempio, i comuni cittadini, i progettisti e, forse, gli studiosi. Sicché, si perseguiti due obiettivi principali 1. costruire una conoscenza del giardino nella quale fossero: a. descritto in forma compiuta ed esauriente il manufatto giardino; b. precisate le questioni scientifiche di fondo; c. individuati criteri per la manutenzione dei giardini esistenti e la progettazione di nuovi; 2. diffondere e divulgare la conoscenza del giardino attraverso un strumento chiaro rapido e di facile consultazione, nel quale le informazioni siano rigorose da un punto di vista scientifico e, tuttavia, accessibili a un ampio spettro di utenza. Ai vivaisti e, in seconda istanza, ai progettisti serve sapere che: a. quali esemplari vegetali sono presenti e con quali modalità di acclimatamento; b. quali sono le regole di organizzazione dei materiali vegetali e minerali per raggiungere una determinata configurazione, in altri termini, come ottenere un determinato effetto finale e con quali esemplari; c. quali sono i valori d’uso ed economico. Ai gestori degli enti locali serve conoscere che: a. il giardino è un bene culturale e, in quanto tale, ha anche un valore economico in sé e produce valore aggiunto per il luogo un cui si trova; b. il giardino produce sempre un miglioramento della qualità ambientale e del decoro urbano, sapendo (come ci insegna la storia passata e recente) come questo particolare manufatto sia usato per riqualificare aree marginali o dimesse e, addirittura, per bonificare aree malasane o, ancora, per innescare processi economici virtuosi in aree poco pregiate. Al pubblico serve imparare, di nuovo, che il giardino fa parte integrante della propria cultura e, quindi, contribuisce a identificare le comunità insediate al pari degli altri beni culturali. Ai progettisti e agli studiosi serve ricordare che: a. il giardino è, per sua natura, un artificio ed è, dunque, inscindibilmente legato alla cultura dei luoghi e, soprattutto, alla cultura urbana; b. il giardino agisce, prevalentemente, una dimensione edonistica estetica ed evasiva (sia privata che collettiva). Da qui, come dimostrano anche i giardini che abbiamo studiato, due indicazioni: è evidente l’uso prevalente di piante esotiche e la quasi totale assenza di piante autoctone o di origine produttiva; ed è altrettanto evidente la necessità di una approfondita riflessione sulla modellistica corrente (il giardino mediterraneo piuttosto che quello degli odori o delle farfalle e così via). Programma svolto Sull’argomento esistono già alcuni studi che hanno esplorato il giardino storico siciliano da vari punti di vista spesso, però, eterogenei e non confrontabili e, soprattutto, carenti di informazioni relative sia alla loro localizzazione nel contesto di appartenenza che alla loro forma alle specie vegetali presenti. La mancanza frequente di rilievi in scala dei materiali (minerali e vegetali) rende, inoltre, difficile il confronto tra impianti coevi o analoghi e quello tra gli impianti attuali e le trasformazioni subite nel tempo o quelle necessarie per una loro buona manutenzione. La schedatura, compiuta attraverso sistemi informatizzati, ha consentito non solo di ordinare e completare quanto già studiato e quanto inedito, ma anche di prospettare un uso molteplice ed esteso dei materiali raccolti. La costruzione di un sito dedicato ha messo on line i materia
Lingua originaleItalian
Numero di pagine0
Stato di pubblicazionePublished - 2008

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I giardini siciliani nella storia www.giardinisiciliani.it. /.

2008, .

Risultato della ricerca: Other contribution

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keywords = "giardino, sicilia",
author = "Marcella Aprile and Mauro Sarno",
year = "2008",
language = "Italian",
type = "Other",

}

TY - GEN

T1 - I giardini siciliani nella storia www.giardinisiciliani.it

AU - Aprile, Marcella

AU - Sarno, Mauro

PY - 2008

Y1 - 2008

N2 - Il sito e la logica conclusione di una ricerca chenasce dalla volontà di mettere a disposizione delle attività produttive la risorsa “giardino” e, dunque, dalla necessità di capire in quali termini detta risorsa possa effettivamente essere usata a questo scopo. Ma si è, anche, pensato che ai destinatari principali se ne potessero affiancare altri: i gestori degli enti locali, per esempio, i comuni cittadini, i progettisti e, forse, gli studiosi. Sicché, si perseguiti due obiettivi principali 1. costruire una conoscenza del giardino nella quale fossero: a. descritto in forma compiuta ed esauriente il manufatto giardino; b. precisate le questioni scientifiche di fondo; c. individuati criteri per la manutenzione dei giardini esistenti e la progettazione di nuovi; 2. diffondere e divulgare la conoscenza del giardino attraverso un strumento chiaro rapido e di facile consultazione, nel quale le informazioni siano rigorose da un punto di vista scientifico e, tuttavia, accessibili a un ampio spettro di utenza. Ai vivaisti e, in seconda istanza, ai progettisti serve sapere che: a. quali esemplari vegetali sono presenti e con quali modalità di acclimatamento; b. quali sono le regole di organizzazione dei materiali vegetali e minerali per raggiungere una determinata configurazione, in altri termini, come ottenere un determinato effetto finale e con quali esemplari; c. quali sono i valori d’uso ed economico. Ai gestori degli enti locali serve conoscere che: a. il giardino è un bene culturale e, in quanto tale, ha anche un valore economico in sé e produce valore aggiunto per il luogo un cui si trova; b. il giardino produce sempre un miglioramento della qualità ambientale e del decoro urbano, sapendo (come ci insegna la storia passata e recente) come questo particolare manufatto sia usato per riqualificare aree marginali o dimesse e, addirittura, per bonificare aree malasane o, ancora, per innescare processi economici virtuosi in aree poco pregiate. Al pubblico serve imparare, di nuovo, che il giardino fa parte integrante della propria cultura e, quindi, contribuisce a identificare le comunità insediate al pari degli altri beni culturali. Ai progettisti e agli studiosi serve ricordare che: a. il giardino è, per sua natura, un artificio ed è, dunque, inscindibilmente legato alla cultura dei luoghi e, soprattutto, alla cultura urbana; b. il giardino agisce, prevalentemente, una dimensione edonistica estetica ed evasiva (sia privata che collettiva). Da qui, come dimostrano anche i giardini che abbiamo studiato, due indicazioni: è evidente l’uso prevalente di piante esotiche e la quasi totale assenza di piante autoctone o di origine produttiva; ed è altrettanto evidente la necessità di una approfondita riflessione sulla modellistica corrente (il giardino mediterraneo piuttosto che quello degli odori o delle farfalle e così via). Programma svolto Sull’argomento esistono già alcuni studi che hanno esplorato il giardino storico siciliano da vari punti di vista spesso, però, eterogenei e non confrontabili e, soprattutto, carenti di informazioni relative sia alla loro localizzazione nel contesto di appartenenza che alla loro forma alle specie vegetali presenti. La mancanza frequente di rilievi in scala dei materiali (minerali e vegetali) rende, inoltre, difficile il confronto tra impianti coevi o analoghi e quello tra gli impianti attuali e le trasformazioni subite nel tempo o quelle necessarie per una loro buona manutenzione. La schedatura, compiuta attraverso sistemi informatizzati, ha consentito non solo di ordinare e completare quanto già studiato e quanto inedito, ma anche di prospettare un uso molteplice ed esteso dei materiali raccolti. La costruzione di un sito dedicato ha messo on line i materia

AB - Il sito e la logica conclusione di una ricerca chenasce dalla volontà di mettere a disposizione delle attività produttive la risorsa “giardino” e, dunque, dalla necessità di capire in quali termini detta risorsa possa effettivamente essere usata a questo scopo. Ma si è, anche, pensato che ai destinatari principali se ne potessero affiancare altri: i gestori degli enti locali, per esempio, i comuni cittadini, i progettisti e, forse, gli studiosi. Sicché, si perseguiti due obiettivi principali 1. costruire una conoscenza del giardino nella quale fossero: a. descritto in forma compiuta ed esauriente il manufatto giardino; b. precisate le questioni scientifiche di fondo; c. individuati criteri per la manutenzione dei giardini esistenti e la progettazione di nuovi; 2. diffondere e divulgare la conoscenza del giardino attraverso un strumento chiaro rapido e di facile consultazione, nel quale le informazioni siano rigorose da un punto di vista scientifico e, tuttavia, accessibili a un ampio spettro di utenza. Ai vivaisti e, in seconda istanza, ai progettisti serve sapere che: a. quali esemplari vegetali sono presenti e con quali modalità di acclimatamento; b. quali sono le regole di organizzazione dei materiali vegetali e minerali per raggiungere una determinata configurazione, in altri termini, come ottenere un determinato effetto finale e con quali esemplari; c. quali sono i valori d’uso ed economico. Ai gestori degli enti locali serve conoscere che: a. il giardino è un bene culturale e, in quanto tale, ha anche un valore economico in sé e produce valore aggiunto per il luogo un cui si trova; b. il giardino produce sempre un miglioramento della qualità ambientale e del decoro urbano, sapendo (come ci insegna la storia passata e recente) come questo particolare manufatto sia usato per riqualificare aree marginali o dimesse e, addirittura, per bonificare aree malasane o, ancora, per innescare processi economici virtuosi in aree poco pregiate. Al pubblico serve imparare, di nuovo, che il giardino fa parte integrante della propria cultura e, quindi, contribuisce a identificare le comunità insediate al pari degli altri beni culturali. Ai progettisti e agli studiosi serve ricordare che: a. il giardino è, per sua natura, un artificio ed è, dunque, inscindibilmente legato alla cultura dei luoghi e, soprattutto, alla cultura urbana; b. il giardino agisce, prevalentemente, una dimensione edonistica estetica ed evasiva (sia privata che collettiva). Da qui, come dimostrano anche i giardini che abbiamo studiato, due indicazioni: è evidente l’uso prevalente di piante esotiche e la quasi totale assenza di piante autoctone o di origine produttiva; ed è altrettanto evidente la necessità di una approfondita riflessione sulla modellistica corrente (il giardino mediterraneo piuttosto che quello degli odori o delle farfalle e così via). Programma svolto Sull’argomento esistono già alcuni studi che hanno esplorato il giardino storico siciliano da vari punti di vista spesso, però, eterogenei e non confrontabili e, soprattutto, carenti di informazioni relative sia alla loro localizzazione nel contesto di appartenenza che alla loro forma alle specie vegetali presenti. La mancanza frequente di rilievi in scala dei materiali (minerali e vegetali) rende, inoltre, difficile il confronto tra impianti coevi o analoghi e quello tra gli impianti attuali e le trasformazioni subite nel tempo o quelle necessarie per una loro buona manutenzione. La schedatura, compiuta attraverso sistemi informatizzati, ha consentito non solo di ordinare e completare quanto già studiato e quanto inedito, ma anche di prospettare un uso molteplice ed esteso dei materiali raccolti. La costruzione di un sito dedicato ha messo on line i materia

KW - giardino, sicilia

UR - http://hdl.handle.net/10447/44628

UR - http://www.giardinisiciliani.it

M3 - Other contribution

ER -