I diritti e le libertà del contribuente alla luce della nuova "cittadinanza europea"

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Abstract

Il concetto di cittadinanza europea si è molto arricchito con l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona che ha attribuito alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea il medesimo valore giuridico del diritto primario. Taluni diritti sono suscettibili di trovare applicazione anche nella materia tributaria. Tra questi, il rispetto della dignità umana, il principio di eguaglianza, il divieto di discriminazione, il diritto di proprietà, il libero esercizio delle attività economiche e professionali, la tutela del legittimo affidamento e della buona fede, il principio della proporzionalità, il divieto di presunzioni irragionevoli o che rendano eccessivamente gravoso l'onere della prova contraria, il rispetto della vita familiare, l'inviolabilità del domicilio, il diritto al contraddittorio endo-procedimentale, il diritto al silenzio, il diritto di difesa, il diritto alla prova, il principio della certezza del diritto. La Corte di Giustizia tende ad estendere l'ambito applicativo di tale catalogo di diritti, libertà e principi fondamentali anche ai cittadini di Paesi terzi, attraverso l'interpretazione degli accordi internazionali stipulati da questi ultimi e l'Unione. Si ritiene complessivamente di poter delineare un'evoluzione dell'ordinamento giuridico dell'Unione europea verso una dimensione non soltanto mercantile ma anche solidale, nell'ambito della quale i diritti e le garanzie fondamentali del contribuente possano trovare piena attuazione in armonia con la tutela dell'interesse erariale degli Stati membri.
Lingua originaleItalian
Numero di pagine18
RivistaNORMA
Volume1
Stato di pubblicazionePublished - 2013

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