Greci e Punici tra il Belice e il Platani. Il caso di Rocca Nadore

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Abstract

La fascia costiera tra la foce del fiume Belice ad Ovest e quella del Platani ad Est è dominata da Rocca Nadore, un’imponente e maestosa montagna, purtroppo irrimediabilmente deturpata da una cava. Sul versante orientale della rocca sono testimoniate, a partire dalla fine del VII sec. a.C., labili tracce di un insediamento sviluppatosi probabilmente in seguito alla fondazione della colonia greca di Selinunte. Nel corso del IV sec. a.C. sulla montagna venne fondato un insediamento fortificato, difeso da tre circuiti di mura che, insieme ad altri abitati fortificati, come quello di San Benedetto di Caltabellotta e quello di Adranon presso Sambuca, doveva far parte di un sistema di difesa lungo la linea di frontiera sud orientale dell’eparchia punica. L’abbandono di Rocca Nadore, tra la fine del IV e gli inizi del III sec. a.C., è stato collegato alle campagne militari di Agatocle di Siracusa o alla spedizione di Pirro nella Sicilia occidentale. Nel XII secolo sulla parte sommitale della rocca si insediò un piccolo villaggio fortificato, probabilmente distrutto durante il regno di Federico II. Oggetto di ricerche negli anni ’70 e ’80 del secolo scorso da parte della Soprintendenza di Agrigento, il sito è stato indagato più sistematicamente negli anni 2004-2005 dall’Università di Palermo che ha rivolto l’attenzione soprattutto alla topografia generale dell’insediamento punico e alla sua struttura.
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospiteViaggio in Sicilia. Racconti, segni e città ritrovate
Pagine249-265
Numero di pagine17
Stato di pubblicazionePublished - 2014

Cita questo

Allegro, N. (2014). Greci e Punici tra il Belice e il Platani. Il caso di Rocca Nadore. In Viaggio in Sicilia. Racconti, segni e città ritrovate (pagg. 249-265)