Grano contro Ebrei. Un'ipotesi per il riequilibrio della bilancia commerciale siciliana al momento dell'esodo (1492).

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Abstract

L'espulsione degli ebrei dalla Sicilia per volontà di Ferdinando il Cattolico obbliga la classe dirigente siciliana a fare il punto sul ruolo degli ebrei nel contesto economico siciliano e cercare di immaginare uno scenario economico che permetta di limitare al massimo i donni provocati dall'esodo. In primo luogo emerge che gli ebrei sono esclusi dal nucleo duro delle leve che mettono in moto il sistema economico siciliano: il commercio internazionale del grano e il controllo del credito. Gli ebrei sono artigiani e piccoli artigiani, ma danno un importante contributo all'economia siciliana con il loro lavoro specializzato e con i consumi. In secondo luogo si pensa di ovviare ai danni provocati dall'espulsione chiedendo al sovrano di abolire i divieti di esportazione del grano siciliano verso l'Africa per compensare i danni provocati dall'allontanamento.
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)443-464
RivistaMEDITERRANEA. RICERCHE STORICHE
Volume8
Stato di pubblicazionePublished - 2006

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