Elementi di grammatica dell'iraniano antico (avestico e antico persiano)

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Abstract

Sotto la denominazione di ‘iranico antico’ vengono nel testo indicate due antiche lingue iraniche: l’avestico e l’antico persiano, che costituiscono due delle lingue indo-europee di più antica attestazione. Le lingue iraniche sono tradizionalmente classificate in orientali e occidentali. All’ interno di questo schema, l’avestico è considerato una lingua iranica orientale. Questa distinzione, tuttavia, è troppo limitativa per l’avestico perché, all ’epoca in cui questo era parlato, gli sviluppi linguistici che più tardi distingueranno le lingue iraniche occidentali da quelle orientali non erano ancora avvenuti. Certo, l'avestico non è sicuramente l’antico persiano: in questo senso, ‘orientale’ significa solo ‘non-occidentale’. L’avestico è oggi conosciuto come la lingua liturgica dello Zoroastrismo, in particolare come lingua dell’Avesta, il libro sacro di questa religione, da cui deriva il nome. In un periodo storico non precisabile, l’avestico deve essere stata anche una lingua parlata. Il fatto di essere la lingua di un’opera sacra le ha garantito un lungo periodo di uso come lingua scritta e, come lingua scritta, ha continuato a essere utilizzata per molti anni ancora, dal momento in cui cessò di essere una lingua parlata. Documentato dalle iscrizioni cuneiformi dei sovrani achemenidi (sec. VI-IV a. C.), il persiano antico costituisce la fase più antica di quella che è la più importante lingua iranica parlata. Tale lingua, detta in persiano fārsī, si è costituita sulla base dell’antico dialetto sud-occidentale della provincia ancora denominata Fārs, e con l’apporto di elementi dialettali settentrionali e orientali.
Lingua originaleItalian
EditoreOFFICINA DI STUDI MEDIEVALI
Numero di pagine105
ISBN (stampa)978-88-6485-117-4
Stato di pubblicazionePublished - 2016

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