Dosaggio intraoperatorio del paratormone nell'iperparatiroidismo terziario

Risultato della ricerca: Other contribution

Abstract

INTRODUZIONE:L’iperparatiroidismo terziario (THP) è una condizione caratterizzata dalla persistenza di elevati valori di paratormone (PTH) e di conseguente ipercalcemia in soggetti affetti da iperparatiroidismo secondario all’insufficienza renale cui il trapianto di rene non riesce a normalizzare i livelli di PTH. E’ caratterizzata da un’iperplasia autonoma di 1-4 ghiandole paratiroidee. L’unica terapia per questi soggetti è l’escissione di quel tessuto paratiroideo ipersecernente per ridurre i livelli di PTH e di calcemia prevenendo così le possibili conseguenze quali lesioni da calcifilassi, osteoporosi, dolori ossei. Nella nostra esperienza troviamo ausilio tecnico molto utile il dosaggio del paratormone intraoperatorio con saggio immunometrico chemiluminescente su siero per permettere una condotta operatoria meno invasiva e più efficace. METODO/TECNICA:Una popolazione di 15 soggetti (10 donne e 5 uomini) di età compresa tra i 22 e i 60 anni e con alle spalle tra 1 e 13 anni di terapia dialisi, che sviluppata THP in un intervallo tra 1 e 15 mesi dopo un trapianto renale effettuato con successo, è stata sottoposta a paratiroidectomia subtotale del tessuto ghiandolare iperplastico.I livelli di iPTH sono stati dosati all’induzione dell’anestesia (come valore basale per calibrare la macchina), a 10 e a 15 minuti dopo l’asportazione delle paratiroidi ipertrofiche. I pz sono stati studiati con ecotomografia del collo per localizzare le ghiandole e guidare l’aggressione chirurgica ed a scintigrafia paratiroidea con 99mTc-Sestamibi per localizzare eventuali ghiandole ectopiche. RISULTATI: Il range di PTH compreso per i 15 pz tra 670 e 1210 pg/ml, dopo l’intervento si è ridotto tra i 40,67 e i 93,68 pg/ml. La percentuale di decremento rapido dei livelli di PTH è stato del 70,2 % a 10’ e dell’91 % a 15’ dopo l’escissione delle ghiandole iperplastiche ipersecernenti. Un abbattimento dei livelli di PTH del 50% o più a 10’ e/o dell’85% a 15’ è giudicato come predittivo del successo dell’intervento di rimozione di tessuto patologico. Si è avuto pure un miglioramento nel giro di giorni dei sintomi soprattutto per quei soggetti (3) che presentavano lesioni da calcifilassi o dolori ossei (8) e facile faticabilità. I pz sono stati seguiti nel follow-up. Solo in un caso, a distanza di 13 mesi dall’intervento, si sono avuti livelli in crescita di PTH. CONCLUSIONI: La tecnica, abbinata alla ecotomografia del collo e alla scintigrafia con 99mTc-Sestamibi consente al chirurgo di effettuare un intervento mini-invasivo mirato all’isolamento ed alla rimozione del tessuto ritenuto patologico, confortato da un dato sierologico rapido. Nella nostra esperienza il dosaggio intraoperatorio riduce altresì i tempi chirurgici e dà garanzie circa la bontà dell’intervento chirurgico.
Lingua originaleItalian
Stato di pubblicazionePublished - 2008

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