Dio, più che necessario. Lo statuto della possibilità in Eberhard Jüngel

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Abstract

Lo studio ripercorre le implicazioni, sia teologiche sia filosofiche, della nota formula jüngeliana di Dio come «più che necessario. La scelta di J. di rifiutare la mediazione dei praeambula fidei, comporta che filosofia e teologia non si dispongano in una successione lineare, ma si presentino come due direzioni autonome di apprensione del senso: quella propria della filosofia, come disponentesi entro l'orizzonte ermeneutico della legge; quella della teologia, nel parallelo orizzonte della giustificazione. In questo secondo registro ermeneutico, regolato dall'analogia fidei e radicato sul piano esistentivo dell'esperienza dell'amore come potenza di avvicinamento, la pensabilità di Dio si delinea nei termini di una possibilità assoluta. Le due direzioni di senso sono parallele ma possono comunicare tra loro, effettuando ciascuna il rovesciamento del primato della necessità sulla possibilità, che nella filosofia passa soprattutto da Heidegger.
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)168-184
Numero di pagine17
RivistaFILOSOFIA E TEOLOGIA
VolumeXXVI (2012)
Stato di pubblicazionePublished - 2012

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