Differenziazione dalle figure genitoriali: il caso dei contenuti degli stereotipi razziali

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Abstract

Differenziazione dalle figure genitoriali: il caso dei contenuti degli stereotipi razzialiGli atteggiamenti di genitori e figli sono legati fra loro durante l’infanzia e l’adolescenza mentre latransizione all’età adulta è caratterizzata da un funzionamento autonomo rispetto alle figuregenitoriali. Il presente lavoro è volto ad indagare la socializzazione all’interno della famiglia, indiverse fasce d’età, dell’atteggiamento verso alcuni gruppi etnici facendo riferimento al Modello delContenuto degli Stereotipi. Il modello citato descrive il calore e la competenza come dimensionifondamentali dello stereotipo. Recenti ricerche hanno mostrato che il calore è composto da duecomponenti indipendenti: socievolezza e moralità. Lo studio fornisce l’occasione per analizzarefattori predittivi e relazioni tra diverse dimensioni dell’atteggiamento intergruppi.Lo studio ha due obiettivi principali: (a) verificare la relazione tra i contenuti degli stereotipi digenitori e figli nell’ipotesi che l’adesione al modello genitoriale si modifichi in funzione dell’età; (b)analizzare le relazioni tra le tre dimensioni fondanti lo stereotipo, lo status e la competizioneattribuita ai gruppi sociali e la risposta emotiva verso di essi, replicando quindi lo studio di Fiske etal. (2002). Il campione è composto da coppie genitore/figlio (età dei figli compresa tra i 11 e i 19anni) a cui è stato chiesto di esprimere la propria opinione nei confronti di diversi gruppi etnicitramite un questionario. I dati ottenuti sono stati sottoposti ad analisi correlazionali e di regressione.I risultati confermano parzialmente le ipotesi. Si rilevano relazioni positive di modesta entità tra leposizioni espresse da figli e genitori; relazioni che scompaiono all’aumentare dell’età. Questatendenza indica che la differenziazione dalle figure genitoriali, tipica dell’approssimarsi dell’etàadulta, interessa anche i contenuti degli stereotipi verso i gruppi etnici. Per quanto concerne ilsecondo obiettivo, i risultati mostrano che: la competitività è un predittore sia della moralità che dellasocievolezza e che le reazioni emotive nei confronti dei gruppi target sono correlate con esse senzadifferenze particolari. Ciò permette di asserire che sebbene siano distinte, esse ricadono all’internodella stessa più ampia dimensione concettuale definita ‘calore’.
Lingua originaleItalian
Numero di pagine1
Stato di pubblicazionePublished - 2015

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