«DI RICCHE LIBRERIE FORNITI, O NON SANNO, O NON NE VOGLIONO GIOVARSI». NOTE SU CULTURA, EDITORIA E CIRCOLAZIONE LIBRARIA IN SICILIA (SECC. XVIII-XIX)*

Risultato della ricerca: Articlepeer review

Abstract

SOMMARIO: Il saggio ricostruisce le vicende dell’editoria e della tipografia in Sicilia tra tardo Settecento e primo Ottocento, riconnettendole alla questione della circolazione libraria nel delicato frangente contraddistinto dall’espulsione gesuitica e dall’abolizione dell’Inquisizione, sino alla repressione antigiacobina e all’esperienza costituzionale di stampo inglese. L’indubbio rilancio dell’editoria, che nell’isola risponde alle rinnovate esigenze delle élites urbane e al vasto progetto borbonico di riforme, subisce un’inevitabile battuta d’arresto nel 1799, quando la censura, ora saldamente nelle mani del governo, ne impedisce l’ulteriore espansione comprimendo gli spazi di movimento del mercato librario. Col nuovo secolo è poi l’ascesa del giornalismo politico a misurare i nuovi interessi in gioco e il livello di maturazione e di consapevolezza politica della classe dirigente. La breve esperienza costituzionale del 1812, che ha come corollario l’affermazione del principio della libertà di stampa e l’abolizione della censura, si spegne con la restaurazione borbonica che avvia una nuova stagione di conflitti.
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)629-650
Numero di pagine22
RivistaMEDITERRANEA. RICERCHE STORICHE
Stato di pubblicazionePublished - 2015

All Science Journal Classification (ASJC) codes

  • History

Cita questo