Dentro le mafie: donne, violenza, potere

Aa.Vv.

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Abstract

Attraverso il filtro di un'antropologia asimmetrica, il saggio presenta alcune riflessioni sulle donne di mafia. Proponendo l’ascolto delle loro parole; riconoscendo il potere e il ruolo del linguaggio femminile nei processi di fuoriuscita dai contesti mafiosi e ribaltando il punto di osservazione che ha contraddistinto a lungo gli studi e le riflessioni: dalla prospettiva maschile a quella femminile, dall’etero all’auto rappresentazione. È un universo femminile variegato. Difficile da raccogliere in un’unica definizione; che registra profonde differenze, quando incrocia contesti territoriali e criminali differenti (quelli di Cosa Nostra, della ‘Ndrangheta, della Camorra, della Sacra Corona Unita), differenti generazioni e diverse classi sociali di appartenenza. Che restituisce “autobiografie plurali”, insieme uniche ma paradigmatiche. Al di là dei proclami apologetici di una presunta cultura dell’onore e del rispetto, ascoltando i racconti delle donne di mafia risalta la frequenza e la varietà delle violenze, anche fisiche, cui sono sottoposte. Storie di abusi, di botte, di imposizioni che in non poche occasioni spingono queste donne a pensare al suicidio, come unica via di uscita ad una situazione non più sopportabile o indicano nella morte l’unico epilogo possibile di uno strenuo e faticoso tentativo di ribellione. Ma accanto a queste storie ce ne sono altre, altrettanto dolorose. Nelle quali le donne incitano all’odio e alla vendetta, familiarizzano i figli a un orrore che diventa routine, a una complicità diffusa che legittima altrettanto diffusi processi di de-responsabilizzazione.
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospiteViolenza di genere. Saperi contro
Pagine193-203
Numero di pagine11
Volumen. 367
Stato di pubblicazionePublished - 2016

Serie di pubblicazioni

NomeETEROTOPIE

Cita questo

Aa.Vv. (2016). Dentro le mafie: donne, violenza, potere. In Violenza di genere. Saperi contro (Vol. n. 367, pagg. 193-203). (ETEROTOPIE).

Dentro le mafie: donne, violenza, potere. / Aa.Vv.

Violenza di genere. Saperi contro. Vol. n. 367 2016. pag. 193-203 (ETEROTOPIE).

Risultato della ricerca: Chapter

Aa.Vv. 2016, Dentro le mafie: donne, violenza, potere. in Violenza di genere. Saperi contro. vol. n. 367, ETEROTOPIE, pagg. 193-203.
Aa.Vv. Dentro le mafie: donne, violenza, potere. In Violenza di genere. Saperi contro. Vol. n. 367. 2016. pag. 193-203. (ETEROTOPIE).
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T1 - Dentro le mafie: donne, violenza, potere

AU - Aa.Vv.

AU - Dino, Alessandra

PY - 2016

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N2 - Attraverso il filtro di un'antropologia asimmetrica, il saggio presenta alcune riflessioni sulle donne di mafia. Proponendo l’ascolto delle loro parole; riconoscendo il potere e il ruolo del linguaggio femminile nei processi di fuoriuscita dai contesti mafiosi e ribaltando il punto di osservazione che ha contraddistinto a lungo gli studi e le riflessioni: dalla prospettiva maschile a quella femminile, dall’etero all’auto rappresentazione. È un universo femminile variegato. Difficile da raccogliere in un’unica definizione; che registra profonde differenze, quando incrocia contesti territoriali e criminali differenti (quelli di Cosa Nostra, della ‘Ndrangheta, della Camorra, della Sacra Corona Unita), differenti generazioni e diverse classi sociali di appartenenza. Che restituisce “autobiografie plurali”, insieme uniche ma paradigmatiche. Al di là dei proclami apologetici di una presunta cultura dell’onore e del rispetto, ascoltando i racconti delle donne di mafia risalta la frequenza e la varietà delle violenze, anche fisiche, cui sono sottoposte. Storie di abusi, di botte, di imposizioni che in non poche occasioni spingono queste donne a pensare al suicidio, come unica via di uscita ad una situazione non più sopportabile o indicano nella morte l’unico epilogo possibile di uno strenuo e faticoso tentativo di ribellione. Ma accanto a queste storie ce ne sono altre, altrettanto dolorose. Nelle quali le donne incitano all’odio e alla vendetta, familiarizzano i figli a un orrore che diventa routine, a una complicità diffusa che legittima altrettanto diffusi processi di de-responsabilizzazione.

AB - Attraverso il filtro di un'antropologia asimmetrica, il saggio presenta alcune riflessioni sulle donne di mafia. Proponendo l’ascolto delle loro parole; riconoscendo il potere e il ruolo del linguaggio femminile nei processi di fuoriuscita dai contesti mafiosi e ribaltando il punto di osservazione che ha contraddistinto a lungo gli studi e le riflessioni: dalla prospettiva maschile a quella femminile, dall’etero all’auto rappresentazione. È un universo femminile variegato. Difficile da raccogliere in un’unica definizione; che registra profonde differenze, quando incrocia contesti territoriali e criminali differenti (quelli di Cosa Nostra, della ‘Ndrangheta, della Camorra, della Sacra Corona Unita), differenti generazioni e diverse classi sociali di appartenenza. Che restituisce “autobiografie plurali”, insieme uniche ma paradigmatiche. Al di là dei proclami apologetici di una presunta cultura dell’onore e del rispetto, ascoltando i racconti delle donne di mafia risalta la frequenza e la varietà delle violenze, anche fisiche, cui sono sottoposte. Storie di abusi, di botte, di imposizioni che in non poche occasioni spingono queste donne a pensare al suicidio, come unica via di uscita ad una situazione non più sopportabile o indicano nella morte l’unico epilogo possibile di uno strenuo e faticoso tentativo di ribellione. Ma accanto a queste storie ce ne sono altre, altrettanto dolorose. Nelle quali le donne incitano all’odio e alla vendetta, familiarizzano i figli a un orrore che diventa routine, a una complicità diffusa che legittima altrettanto diffusi processi di de-responsabilizzazione.

UR - http://hdl.handle.net/10447/217171

M3 - Chapter

SN - 978-88-5753-570-8

VL - n. 367

T3 - ETEROTOPIE

SP - 193

EP - 203

BT - Violenza di genere. Saperi contro

ER -