Dal riconoscimento "automatico" al riconoscimento "implicito": una tesi poco convincente

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Abstract

L’Autrice, dopo avere dato conto dell’evoluzione normativa in tema di mandato di arresto europeo e mutuo riconoscimento, contesta la tesi adottata dalla Suprema Corte, secondo cui la richiesta ex art. 18, lett. r), L. n. 69/2005 si fonderebbe sul riconoscimento “implicito” della sentenza straniera da parte dell’interessato, che, pertanto, perderebbe l’interesse a dedurre eventuali violazioni del diritto a un processo equo, ritenendola ormai superata alla luce delle nuove regole introdotte dal D.lgs. n. 161/2010 e dall’art. 4 bis della decisione quadro 2002/584/GAI, così come emendata nel 2009, in virtù delle quali l’autorità richiesta è tenuta al “formale” riconoscimento del provvedimento da eseguire, previo controllo della completezza e della regolarità degli atti trasmessi dall’autorità emittente.
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)2848-2855
Numero di pagine8
RivistaGIURISPRUDENZA ITALIANA
Stato di pubblicazionePublished - 2014

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TY - JOUR

T1 - Dal riconoscimento "automatico" al riconoscimento "implicito": una tesi poco convincente

AU - Scaccianoce, Caterina

PY - 2014

Y1 - 2014

N2 - L’Autrice, dopo avere dato conto dell’evoluzione normativa in tema di mandato di arresto europeo e mutuo riconoscimento, contesta la tesi adottata dalla Suprema Corte, secondo cui la richiesta ex art. 18, lett. r), L. n. 69/2005 si fonderebbe sul riconoscimento “implicito” della sentenza straniera da parte dell’interessato, che, pertanto, perderebbe l’interesse a dedurre eventuali violazioni del diritto a un processo equo, ritenendola ormai superata alla luce delle nuove regole introdotte dal D.lgs. n. 161/2010 e dall’art. 4 bis della decisione quadro 2002/584/GAI, così come emendata nel 2009, in virtù delle quali l’autorità richiesta è tenuta al “formale” riconoscimento del provvedimento da eseguire, previo controllo della completezza e della regolarità degli atti trasmessi dall’autorità emittente.

AB - L’Autrice, dopo avere dato conto dell’evoluzione normativa in tema di mandato di arresto europeo e mutuo riconoscimento, contesta la tesi adottata dalla Suprema Corte, secondo cui la richiesta ex art. 18, lett. r), L. n. 69/2005 si fonderebbe sul riconoscimento “implicito” della sentenza straniera da parte dell’interessato, che, pertanto, perderebbe l’interesse a dedurre eventuali violazioni del diritto a un processo equo, ritenendola ormai superata alla luce delle nuove regole introdotte dal D.lgs. n. 161/2010 e dall’art. 4 bis della decisione quadro 2002/584/GAI, così come emendata nel 2009, in virtù delle quali l’autorità richiesta è tenuta al “formale” riconoscimento del provvedimento da eseguire, previo controllo della completezza e della regolarità degli atti trasmessi dall’autorità emittente.

KW - Mandato di arresto europeo - Riconoscimento - Decisione quadro - Processo equo - Esecuzione

UR - http://hdl.handle.net/10447/224006

M3 - Article

SP - 2848

EP - 2855

JO - GIURISPRUDENZA ITALIANA

JF - GIURISPRUDENZA ITALIANA

SN - 1125-3029

ER -