Critical thinking skills in classe tra sfida e impegno

Risultato della ricerca: Conference contribution

Abstract

A scuola devono essere previsti ed attuati interventi sistematici che promuovano negli alunni abilità quali l’uso corretto di ragionamenti, la formulazione adeguata di giudizi, la generazione e l’espressione di idee originali, lo sviluppo di ipotesi per la soluzione di problemi, la costruzione di piani d’azione, l’assunzione di scelte autonome e controllate. L’espansione tecnologica alimenta piuttosto la difficoltà di bambini e ragazzi di organizzare i dati conoscitivi provenienti da più fonti, di selezionare e valutare le informazioni secondo scopi definiti. Si tratta di identificare azioni educative e procedure didattiche efficaci ad impegnare la capacità critica degli alunni. Il contesto degli studi sul pensiero critico è però complesso, si snoda secondo direzioni diverse, sovrapposte, contrapposte; inoltre il pensiero critico ha avuto un’attenzione differente nei vari paesi del mondo. Per progettare percorsi mirati a sviluppare già nei bambini di scuola primaria la capacità di pensare in modo critico è necessario disporre di indicatori delle abilità interessate, scelti e validati sul campo. In tale direzione è stato realizzato un intervento sperimentale che ha coinvolto quattro classi quinte di scuola primaria, con l’obiettivo di verificare se l’utilizzo del framework costruito da Jonassen (2000, 2010) potesse orientare le attività degli insegnanti per l’esercizio e la verifica delle abilità di pensiero critico in bambini tra i 9 e gli 11 anni. Gli esiti della ricerca mostrano possibilità e limiti dell’azione per lo sviluppo delle abilità coinvolte e aprono utili prospettive di riflessione.
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospite30 anni dopo la Convenzione ONU sui diritti per l'infanzia. Quale pedagogia per i minori?
Pagine1114-1124
Numero di pagine11
Stato di pubblicazionePublished - 2020

Cita questo