Conversando con Pasolini nel teatro di poesia

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Abstract

A partire dal corpus drammaturgico di Pier Paolo Pasolini e dai suoi scritte teorici sul teatro e sulla filmologia, si offre un’analisi accurata del “Teatro di poesia” come formulazione estetica e poetica parallela a quella del “Cinema di poesia”. Si delinea così un progetto drammaturgico d’autore che rompe i canoni imperanti del realismo borghese e di quello proletario, per rifarsi al mito come germe originario e necessario della teatralità e di ogni rappresentazione. Su questa opzione di fondo l’andamento poetico del linguaggio evoca una funzione liturgica recuperata in vista di una scena artaudianamente “necessaria” per la fondazione e coesione di ogni comunità umana. Parallelamente, però, il linguaggio poetico persegue le strategie della seconda avanguardia novecentesca, dal gruppo ’63 in poi, e degli odierni strutturalismi e post strutturalismi aprendo alle pratiche attoriali sperimentali. Nelle ultime pagine si riportano fedelmente alcune notevoli considerazioni di Pasolini sulla questione del “teatro di poesia”, considerazioni del tutto inedite che rappresentano un contributo fondamentale, per altro accuratamente commentato dall’autore del saggio.
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospiteXenia. Scritti per Pietro Carriglio
Pagine183-197
Stato di pubblicazionePublished - 2006

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